Morlupo: il Comune vuole appartamento nel Palazzo Orsini ai prezzi di trent’anni fa

L'amministrazione decide di esercitare la prelazione su una casa sotto tutela dei beni culturali acquistata nel 1990 da un privato che al tempo non ne aveva tenuto conto.

Quanto vale oggi una casa, pagata nel 1990, circa 75 milioni di lire? A Morlupo, comune a una trentina di chilometri a nord di Roma,  solo 38 mila euro. Nonostante infatti sia trascorso più di un quarto di secolo (e un cambio di moneta dalla lira all’euro con tutto quello che ha comportato in termini economici), secondo il sindaco del piccolo comune della provincia di Roma la rivalutazione monetaria non conta almeno nel caso dell’appartamento di Giovanna Di Pascasio, una signora di 78 anni che a breve sarà costretta a fare le valigie per andare dove non si sa, accettando in cambio «solo questi quattro spiccioli».

Il motivo: l’amministrazione comunale ha deciso di esercitare adesso il diritto di prelazione sul suo immobile, considerato di interesse culturale, e di pagarglielo esattamente quanto ha fatto lei 31 anni fa. Il ‘’colpo gobbo’’ tentato dal Comune viene denunciato dal ‘’Corriere della Sera’’ che ricostruisce la curiosa vicenda.

Per capire i dettagli di questa paradossale vicenda è necessario tornare al 1990, a quando Giovanna acquista al prezzo di 75 milioni di lire una casa di quasi 200 metri quadrati all’interno  di Palazzo Orsini, ovvero ciò che rimane del Castello di Morlupo, storico edificio tutelato dai Beni culturali. Il problema nasce quando la signora decide di rivendere l’appartamento e prova a sanare la situazione informando il ministero che da un lato mostra di non aver alcun interesse, dall’altro però avvisa gli altri enti territoriali della possibilità di esercitare il diritto di prelazione sulla casa.

E qui subentra il Comune di Morlupo; il suo sindaco, Ettore lacomussi, è infatti fortemente interessato al palazzo, vuole che torni nella «disponibilità di tutti i cittadini per farne un consorzio interculturale per tutti i paesi limitrofi». E cosi con una delibera del consiglio comunale l’amministrazione decide di riappropriarsi dell’appartamento e di versare a Giovanna una cifra pari al suo acquisto del 1990, ovvero 38 mila euro.

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