Pnrr: il 30 giugno scade il termine per assegnare le opere. A Roma chiusi l’11% dei cantieri

Quelli più indietro sono gli interventi che riguardano la digitalizzazione e l’innovazione, il turismo e la cultura (nove i cantieri aperti). Mentre quelli che sono in fase più avanzata, con l’80% dei cantieri in attività, sono quelli sul verde e la transizione ecologica (273 cantieri aperti)

I cantieri su via della Conciliazione, a Roma.

Il 30 giugno scade il termine per assegnare le opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Le gare che non fossero assegnate entro questa data limite – scrive oggi il Messaggero – perderebbero i finanziamenti.

A fornire i dati è l’osservatorio sul Pnrr (e il Giubileo) predisposto dall’Associazione dei Costruttori edili di Roma e provincia, l’Ance Roma-Acer, e sono riferiti solo al settore delle opere e dei lavori non includendo i progetti relativi a beni e servizi, e sono aggiornati ad aprile. Le gare avviate a Roma sono 5.201 (+18% rispetto alla rilevazione precedente, che era di dicembre 2023) e “coprono” i due terzi delle risorse totali rese disponibili dal Pnrr.

Secondo i dati dell’Osservatorio ad aprile risultava concluso l’11,1% dei cantieri, il 22,3% di interventi in corso, il 55,1% di gare in corso, cioè in aggiudicazione o in affidamento, e solo l’11,5% di lavori in fase di progettazione. Quelli più indietro sono gli interventi che riguardano la digitalizzazione e l’innovazione, il turismo e la cultura (nove i cantieri aperti). Mentre quelli che sono in fase più avanzata, con l’80% dei cantieri in attività, sono quelli sul verde e la transizione ecologica (273 cantieri aperti) sul cui numero, però, incide pesantemente il numero degli interventi legati al superbonus 110%.

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