Pnrr, Lazio: firmato protocollo sicurezza appalti. De Raho, contro mafie mura altissime

Controllo diretto su fondi Recovery, contro infiltrazioni

La firma del protocollo d'intesa firmato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho e dal direttore della Dia, Maurizio Vallone. Presente la ministra dell?Interno, Luciana Lamorgese.

Chiunque parteciperà a bandi e gare previsti per appalti, autorizzazioni e concessioni di benefici economici sarà soggetto al controllo diretto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Direzione Investigativa Antimafia. E’ questa la finalità del protocollo firmato oggi a Roma dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dal Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho e dal direttore della Dia Maurizio Vallone. Al tavolo anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che ha voluto sottolineare l’importanza della presenza dello Stato in questa “squadra” affinché “le ingenti risorse del Pnrr finiscano nelle mani giuste”. Presente anche il capo della Polizia Lamberto Giannini. L’accordo sottoscritto, attraverso la verifica e il monitoraggio delle procedure di appalto e soprattutto dei soggetti che intendono parteciparvi, vuole dunque cancellare ogni eventuale interesse economico da parte di attività criminali nei diversi procedimenti burocratici connessi al Pnrr o all’erogazione dei fondi dei programmi operativi europei. Contro le mafie “erigeremo mura altissime”, assicura il procuratore De Raho.A fare da apripista in questo progetto è la Regione Lazio che, come sottolineato dal presidente Nicola Zingaretti, ha “subito raccolto l’appello del procuratore De Raho rivolto a tutta la pubblica amministrazione” per “difendere questa grande spesa pubblica”.

I fondi europei del Pnrr, ha scandito Zingaretti, “devono servire all’Italia e agli italiani e non alle mafie. Bisogna mettere in sicurezza questi flussi di denaro”, ha ribadito, sottolineando che “per quanto riguarda la Regione Lazio, il protocollo controllerà un flusso di 10 miliardi e 600 milioni di euro”.Il presidente ha quindi ribadito come conoscere da subito “il rischio di attori ‘in odore di mafia’ che partecipano alle gare evita che l’intervento avvenga alla fine del percorso, magari bloccando tutto”, scacciando quindi i dubbi sull’eventualità che i controlli possano causare un rallentamento nell’iter burocratico.

Al contrario, Zingaretti si è detto “convinto che ci sarà una velocizzazione dei processi di assegnazione delle gare e di realizzazione degli appalti pubblici perché il male verrà estirpato ai nastri di partenza”. “Questo è un bell’esempio di collaborazione in nome della legalità e della rinascita italiana, contro le ‘tentazioni’ di illegalità”, ha concluso Zingaretti il quale ha voluto anche sottolineare quanto “sarebbe importante che questo protocollo venisse esteso anche ad altre regioni”.

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