Roma 2021: i candidati a sindaco duellano su rifiuti e trasporti – VIDEO

Sul palco Raggi, Gualtieri e Calenda. All'incontro di ieri organizzato dalla Fit Cisl del Lazio l'unico a non partecipare è stato Michetti. Il prossimo faccia a faccia è previsto per lunedì 13 settembre all'Università Lumsa. Al centro del dibattito gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030.

Ieri la Fit Cisl del Lazio ha convocato i quattro principali candidati a sindaco di Roma per ascoltare le loro proposte in materia di gestione dei rifiuti e dei trasporti. Dal confronto, che si è tenuto separatamente (15 minuti per ogni candidato), si è tirato fuori Enrico Michetti, in campo per la coalizione del centrodestra. Immediatamente il candidato si è giustificato: “Sono arrivato alle 12.30 ed il mio intervento era previsto per 15 minuti alle ore 12.45. Alle 13.15 non venivo ancora invitato a parlare quindi mio malgrado sono stato costretto a lasciare l’incontro” perché “ho incontrato i lavoratori di Atac sia a Piramide che a Termini. La ricchezza più grande di questa città sono le persone che si adoperano ogni giorno per far funzionare la macchina organizzativa. Per questo motivo non potevo farli aspettare per strada”, ha dichiarato con una nota. Ma quando nella sala dell’auditorium Bonat Cattin è stato chiaro che il candidato se ne era andato, il pensiero dei più è corso al primo e ultimo confronto alla Casa dell’Architettura, quando Michetti ha sbottato, si è alzato e se n’è andato.

 

I tre candidati, Raggi per il M5s, Gualtieri per il centrosinistra e Calenda per Azione, si sono alternati sul palco. “Ci siamo trovati di fronte tra Atac e Ama una situazione assolutamente complessa. Ho detto che non avrei privatizzato e ho resistito a ogni atto per la svendita dell’azienda pubblica”, ha detto Raggi. “Guardo con ilarità alle accuse di velleità privatizzatrici” delle società pubbliche “che naturalmente non ci appartengono. Quello che ho detto e fatto anche da ministro è evidente”, ha replicato dopo Gualtieri. Calenda, invece, dopo settimane di scontro a distanza con i sindacati che, a detta del candidato di Azione, “controllano il consiglio comunale”, ha rilanciato la sua idea di un’apertura ai privati per quanto riguarda la governance di Ama e Atac. Poi ha invitato i corpi sociali intermedi “a evitare il populismo sindacale”. Ama e Atac “non tengono più perché la loro gestione è stata disfunzionale per anni – ha spiegato Calenda -. Se difendiamo l’esistente, l’esistente diventerà inesistente. Il sindacato di questo deve essere disposto a discutere”.

Il prossimo faccia a faccia è previsto per lunedì 13 settembre all’Università Lumsa. Al centro del dibattito: gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. Oltre a Raggi, Gualtieri, Calenda e Michetti, sono attesi Andrea Bernaudo dei Liberisti italiani e Paolo Berdini di Roma ti riguarda. Per l’occasione, quindi, Raggi incontrerà nuovamente il suo ex assessore all’Urbanistica con cui i rapporti si chiusero in maniera burrascosa nel 2017 per alcune affermazioni di Berdini sulla vita personale della sindaca. I rapporti erano però già tesi da tempo per le posizioni dell’urbanista sul progetto dello Stadio a Tor di Valle. Calenda, invece, avrà modo di stringere la mano a Bernaudo, il quale da mesi chiede un confronto pubblico con lui sul tema delle società partecipate capitoline

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