Roma: aumentano i turisti ma si moltiplicano i pericoli con i monopattini

arriva il vademecum

Monopattini e biciclette parcheggiate nel centro di Roma.

Aumentano i turisti per il ponte d’Ognissanti a Roma e si moltiplicano anche i pericoli su strada a causa dell’uso improprio dei monopattini. Sfrecciano nel centro storico, spesso non rispettando i sensi di marcia o la segnaletica. Si trovano parcheggiati vicino alla Fontana di Trevi e accantoa quella di piazza Barberini, e intraciano il passaggio lungo le strade, fino anche a Montecitorio. Monopattini e biciclette in sharing, con l’aumento dei turisti in questi giorni, stanno creando non pochi problemi di sicurezza alla viabilità, sia nelle aree pedonali che per le strade. Camminando per le vie del centro si assiste spesso a scene singolari. Una famiglia di tre persone a bordo di un solo monopattino, biciclette che passano nelle corsie preferenziali di bus e taxi. E quando non ce n’è più bisogno, vengono parcheggiati dove capita. In via delle Vergini, ad esempio, biciclette e monopattini si trovano ammassati a ridosso di portoni e parcheggi riservati agli scooter. In piazza del Parlamento, invece, un gruppo di monopattini, di cui uno rovesciato a terra, impedisce il passaggio sulle strisce pedonali. In piazza dell’Oratorio, infine, un’auto parcheggiata è completamente circondata dai mezzi a due ruote.

“Viviamo disagi infiniti, vengono parcheggiati malissimo, ovunque, nei posti riservati ai motorini, ci vanno in due, anche in tre, ti sfrecciano ovunque, mentre sei in macchina o in motorino: sono pericolosi”, si lamenta Daniela Pinzi, una residente. ”Io lavoro qui in zona – aggiunge – ma comunque Roma è infestata di monopattini, non ti salvi da nessuna parte”. Un problema non solo della Capitale, ma comune a molte città europee. “Viviamo la stessa situazione in Inghilterra, è un grosso disagio”, racconta una turista di Londra, in visita a Roma da una settimana. “Probabilmente qui è più avvertito perché c’è tanta gente, ma nel mio Paese c’è lo stesso problema, e le persone cieche inciampano perché sono in mezzo alla strada. Io non ho problemi di questo tipo, ci cammino intorno, ma chi non può vedere non riesce”.

La questione più importante, secondo la cittadinanza, è la mancanza di regole. Un segnale in questo senso arriva da Legambiente e Dott, azienda di micromobilità in sharing, che hanno pubblicato un Vademecum per utilizzare i monopattini in condivisione nel pieno rispetto delle regole e dell’ambiente. Si tratta di un insieme di regole e buone pratiche che consentiranno di combattere le criticità specifiche di questi mezzi, come la scarsa conoscenza del veicolo e del codice della strada, nonché uno scarso senso civico. Ad esempio: non circolare sui marciapiedi, non andare in due sul monopattino, parcheggiare in modo responsabile, non utilizzare il telefono o altri dispositivi mentre si guida, indossare giubbotti catarifrangenti durante le ore serali e, se possibile, usare il casco.

Inoltre, il Campidoglio ha pubblicato il bando per imporre vincoli più stringenti sui mezzi in sharing, le cui flotte saranno notevolmente abbattute a partire dal nuovo anno: si passerà, infatti, dagli attuali 14.500 veicoli a un massimo di nove mila. La targa metallica sarà obbligatoria per tutti i veicoli e il noleggio sarà consentito soltanto ai maggiorenni, e per essere concluso il mezzo dovrà essere lasciato in un’area di sosta dedicata. La faccenda, comunque, è avvertita come urgente dalla cittadinanza. “Il problema non dipende tanto dal mezzo – sottolinea Daniela – ma da chi li guida. Sono elettrici, quindi per l’ambiente vanno anche bene, ma non dovrebbero essere dati a tutti, perché ci vanno i ragazzi che li usano in maniera sconsiderata, ed è pericoloso. Andrebbero regolamentati – conclude Pinzi – evitare che vadano sui marciapiedi e facendo in modo che rispettino i sensi di marcia”.

“Il disagio dei monopattini è abbastanza evidente, ma sono fiducioso che venga fatto qualcosa”, afferma un passante. “Io penso siano mezzi utili, ma come tutte le cose, andrebbero disciplinate, per la sicurezza sia di chi li usa che di chi passeggia. Se sono disordinati diventano pericolosi, ma mi rendo conto – conclude l’uomo – che per una città come Roma possano essere utili per la viabilità”.

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