Roma, che fine ha fatto il progetto del Grande Raccordo delle bici?

Qualche giorno fa i promotori hanno rotto il silenzio con un tweet ottimistico. Le stime sulla realizzazione

Arrivano notizie rassicuranti sul fronte del progetto del grande raccordo anulare delle bici a Roma. O perlomeno, traspare ottimismo tra chi – sul progetto del GRAB – ha investito tempo, energie e competenze.

“Il primo tratto del GRAB, ovvero la realizzazione della parte pedonale dell’Appia Antica doveva esser pronta nel 2015. Ad oggi, contiamo più di sei anni di ritardo. Roberto Gualtieri ed Eugenio Patanè assicurano che l’opera sarà pronta nel 2024 e lavorano per rispettare scadenza. Siamo certi: Roma avrà quest’opera pubblica progettata dal basso – spiegano i promotori del GRAB – Il progetto definitivo è ora nelle mani esperte di Roma Mobilità, che sta facendo un decisivo e ottimo lavoro per garantire che il GRAB venga finalmente realizzato con quegli elementi di qualità urbana che lo caratterizzano”.

Insomma, le prospettive – almeno dal lato degli ideatori del progetto – sarebbero positive e Roma tra due anni potrebbe realisticamente veder realizzata un’opera di grande interesse per la mobilità sostenibile.

Il progetto ha visto una fase di svolta l’8 maggio 2015, quando è stato presentato dalle associazioni promotrici lo studio di fattibilità del GRAB. A fine 2015 l’opera ha convinto il MIT, tanto che si è deciso di stanziare i fondi per la nuova realtà ciclabile. A settembre 2016 il Campidoglio ha firmato il protocollo d’intesa con il MIT e con i rappresentati delle associazioni. Poi sono iniziate alcune difficoltà, come lo stravolgimento del progetto ad opera dell’allora sindaca di Roma del Movimento Cinque Stelle, Virginia Raggi, un cambiamento delle carte in tavola – era il 2017 – che aveva fatto adirare le organizzazioni. Ora – nonostante il comprensibile ottimismo dei promotori – le nubi non si sono ancora diradate del tutto, rimangono dei nodi da sciogliere come il passaggio del GRAB per Villa Ada: municipio – targato PD – e associazioni ambientaliste contrarie, Campidoglio invece a favore.

 

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