Roma, l’ex caserma di Porto Fluviale rinasce: 54 nuove case popolari e spazi per il quartiere

L’ex caserma di via del Porto Fluviale, occupata per oltre vent’anni, è stata riqualificata con 13,2 milioni di euro del PNRR e trasformata in un complesso di 54 alloggi popolari. Il progetto prevede anche spazi comuni, servizi aperti al quartiere e una nuova piazza pubblica, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica.

L’ex caserma di via del Porto Fluviale a Roma, occupata dal 2003 e liberata nel giugno 2024, è stata trasformata in un nuovo complesso di 54 case popolari, realizzato grazie a un investimento di 13,2 milioni di euro provenienti dai progetti PINQuA del PNRR. Il 7 settembre 2026, 48 delle 54 famiglie assegnatarie hanno ricevuto le chiavi dei loro nuovi alloggi.

L’edificio, riconosciuto come bene di interesse culturale, è stato trasferito gratuitamente dallo Stato a Roma Capitale attraverso il federalismo culturale. I lavori hanno previsto il restauro dell’immobile, l’adeguamento strutturale e degli impianti, l’efficientamento energetico e la realizzazione degli appartamenti, destinati a nuclei familiari da una a sei persone, con superfici comprese tra 30 e 96 metri quadrati.

Il progetto non riguarda però soltanto le abitazioni: sono stati recuperati anche numerosi spazi comuni, mentre il cortile interno sarà trasformato in una vera e propria piazza pubblica aperta al quartiere. Al piano terra sono previsti servizi come una sala polivalente, uno sportello antiviolenza, un caffè letterario con sala lettura e coworking, una ludoteca, una ciclofficina e laboratori artigianali e artistici, oltre alla possibilità di organizzare un mercato a chilometro zero.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sostenibilità: il complesso è completamente elettrico, non utilizza gas e sfrutta pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento. L’edificio è così passato dalla classe energetica G alla B, mentre i singoli appartamenti raggiungono classi comprese tra C e A2.

Il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alle Politiche abitative Tobia Zevi hanno definito l’intervento un esempio di rigenerazione urbana e di collaborazione tra istituzioni e comunità. L’obiettivo è infatti trasformare un patrimonio pubblico abbandonato in un luogo non solo dove vivere, ma dove costruire una vera comunità, facendo del progetto un possibile modello da replicare in altre zone di Roma.

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