Roma: Pd Campidoglio, finalmente da amministrazione servizi igienici per dipendenti Atac

Dopo le proteste sui bagni chimici arriva l'adeguamento con strutture fisse, prima presenti solo in alcuni capolinea

“Abbiamo da sempre avanzato due richieste indicate dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) dell’azienda di Trasporto pubblico locale Atac: ovvero la creazione di nuovi capolinea a norma che rispettino gli standard necessari per i servizi igienici e la creazione di una Commissione permanente comprensiva di tutte le istituzioni che si occupi di adeguare e migliorare lo status quo dei capolinea esistenti”. Lo dicono in una nota Giovanni Zannola e Ilaria Piccolo, consiglieri del Partito democratico di Roma Capitale. “Finalmente l’attuale amministrazione non si è dimostrata indifferente alla salute dei propri lavoratori e alle sorti del servizio pubblico cittadino”. “Ringrazio tutte le forze politiche in quanto in assemblea capitolina è stata approvata all’unanimità la nostra mozione – dichiara Giulio Pelonzi capogruppo Pd – che pone l’obbligo di garantire ai lavoratori del trasporto pubblico locale una questione da sempre richiesta dalle Rls di Atac richiamando semplicemente il rispetto delle norme esistenti: l’obbligo di fornire ai propri dipendenti servizi igienico sanitari essenziali, con acqua corrente, divisi per genere maschile e femminile” prescrizione in realtà già contenuta già nel Decreto Legislativo 81/08. “Fino ad oggi – spiegano i dem Zannola, Piccolo e Pelonzi – Atac aveva sistematicamente disatteso tale vincolo in quanto l’amministrazione comunale non predisponeva adeguatamente i capolinea dei bus”.

“L”esigenza di servizi igienico strutturali provvisti di acqua corrente, mezzi detergenti e sanificanti in linea con le norme sanitarie anche aggravata dall’attuale situazione pandemica non era più rinviabile”, aggiunge Leonardo Di Matteo responsabile Trasporti del Pd Roma, che ha altresì evidenziato come “nel territorio comunale esistono oltre 250 attestamenti capolinea bus di linee urbane e suburbane, di cui solo 60 circa coperti da strutture fisse, prefabbricate e in muratura risalenti agli anni Settanta -Ottanta nella maggior parte dei casi ormai obsolete”. Entrano più nel dettaglio Claudio Chiovenda e Margherita Bruno, rispettivamente segretario e presidente circolo Pd Atac, i quali denunciano come “il proliferare di 220 bagni chimici sul territorio comunale creati da Atac, hanno rappresentato in questi anni un rimedio quasi peggiore del male stesso”.

Il Partito Democratico ha infatti constatato come ad oggi alcuni grandi capolinea presentino servizi igienici in struttura inagibili, oppure altri ne risultano addirittura sprovvisti – con convenzioni che coprono solo parte dell’arco temporale di esercizio – e alla mercé di atti vandalici.”I bagni chimici non potevano sostituirsi per caratteristiche e tipologia a strutture fisse, sia per motivi igienici che di decoro urbanistico: come aggravante, i costi di esercizio risultavano essere più alti rispetto a strutture in muratura” – concludono i dem Pelonzi, Zannola Piccolo e Di Matteo i quali auspicano che l’approvazione della mozione di oggi rappresenti “l’inizio di un processo virtuoso che contempli non solo un costante confronto tra la prossima Amministrazione Comunale e l’Azienda Atac ma anche il coinvolgimento di più soggetti affinché vengano istituite vere e proprie linee guida a cui attenersi per le strutture già presenti e le future realizzazioni dei capolinea bus”.

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