Strade senza illuminazione, rese percorribili dai pedoni solo grazie ai fari delle auto. Eppure i lampioni sono lì, belle statuine silenziose
Via Mario Fani, ore 18. La lapide che ricorda i cinque uomini della scorta di Aldo Moro, massacrati a colpi di mitra quel maledetto 16 marzo del 1978 nel tentativo disperato di difendere il presidente della Dc, è al buio. Se ne intravede solo la sagoma. E al buio sono i marciapiedi che accompagnano la via che da quasi 50 anni è sinonimo di morte. Di terrorismo. Succede troppo spesso a Roma Nord, negli ultimi tempi. Strade senza illuminazione, rese percorribili dai pedoni solo grazie ai fari delle auto. Eppure i lampioni sono lì, belle statuine silenziose. Sono anche quelli a led, che per intendersi, dovrebbero illuminare di più. Di ultima generazione, li chiamano. Se solo funzionassero.
Invece no, un pezzo di Monte Mario è avvolto dalle tenebre, da settimane. Non cambia la situazione spostandosi nel quattordicesimo municipio. Fra i quartieri dove arrivano maggiori segnalazioni ad Areti ci sono quelli della Balduina e Trionfale. Illuminazione assente o a intermittenza si registra in via Festo Avieno, via Ugo de Carolis, largo Maccagno, via Placidio Martini, via Baldi, via Filippo Nicolai, piazzale Medaglie d’Oro, piazza della Balduina, piazza Mazzaresi, via della Balduina, via Alfredo Fusco, via Damiano Chiesa.
Perché? Non si sa. Fatto sta che al buio è tutto più difficile. Un piede in fallo o, perché no, una rapina. Quando non va peggio. E pensare che lo scorso novembre è divenuto operativo il nuovo Piano di Illuminazione Pubblica, un investimento strategico da 65 milioni di euro, di cui 50 milioni dal bilancio comunale e 15 milioni da fondi del Giubileo (suddivisi in tre anni), per trasformare e potenziare la rete di illuminazione pubblica della città. No, non a Roma Nord.