Turismo: oltre 14 mln italiani in viaggio per feste

Federalberghi: Covid e crisi frenano Capodanno

Saranno 14,8 milioni gli italiani in viaggio tra Natale e Capodanno (-19,9% rispetto al 2019) movimentando un giro d’affari da 10,5 miliardi di euro (-19,6%). Di questi a Natale la maggior parte resterà in Italia (il 94,6% dei 10 milioni 454 mila connazionali con la valigia pronta) mentre il 5,4% andrà all’estero. Non solo: il 41,8% di chi si sposterà lo farà solo per andare in casa di parenti e amici. E anche a Capodanno il 36,3% dei 4 milioni e 381mila che partiranno resterà comunque tra le mura rassicuranti di qualche congiunto, mentre solamente il 3% sceglierà una meta straniera. E’ quanto emerge dall’indagine effettuata dall’istituto Acs Marketing Solutions presentata da Federalberghi.

“Il Natale è l’occasione per ricongiungersi con i propri cari quindi non stupisce che la maggior parte dei viaggiatori andrà a casa di parenti e amici”, conferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. E “chi non si muoverà – sottolinea – lo farà per motivi economici”. In particolare la rinuncia al viaggio di Capodanno “è strettamente legata all’esigenza di tenersi lontani da situazioni di rischio come feste e cenoni, come da consuetudine del 31 dicembre”, prosegue il presidente di Federalberghi. Insomma, “la situazione di incertezza, le ulteriori restrizioni e la variante Omicron hanno fatto da deterrente alla ricerca di svago e divertimento tipici dell’ultimo dell’anno”. Ma Bocca si sforza comunque di essere ottimista:

“Non sarà un Natale come gli altri – spiega – sarà il Natale del Green pass. Nonostante le difficoltà e i timori della quarta ondata, forti della copertura della terza dose, gli italiani riusciranno comunque a darsi una destinazione, restando soprattutto nei confini del proprio Paese e tenendo bene a mente le misure di sicurezza contro la diffusione del covid”. E chi è ancora titubante di fronte all’incertezza data dalla pandemia, varianti comprese, assicura: “Gli alberghi sono aperti agli italiani che prenotano”. Quindi “massima flessibilità da parte delle strutture perché comprendiamo i timori di chi vorrebbe prenotare ma si trova di fronte all’incognita dell’evoluzione del covid, Omicron inclusa”.A soffrire “soprattutto le città d’arte”, spiega Bocca.

Ma sebbene “lontani dai dati del 2019”, la situazione stava comunque migliorando e gli italiani “erano tornati a prenotare”. Tutto è rallentato “negli ultimi dieci giorni” a causa dell’aumento dei contagi, con alcune Regioni in giallo e altre a rischio di diventarlo. “Se anche qualche regione passasse in giallo non cambierebbe molto, quindi torniamo a prenotare”, è l’appello del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che annuncia di aver chiesto a Roberto Speranza “di aprire dei corridoi in sicurezza magari con Oman, Cuba e la Thailandia”.”Sarà un Natale positivo ma si può fare di meglio”, spiega Garavaglia. “Eppure noi diamo all’estero un’immagine più negativa di quella che è davvero la realtà italiana. Per questo ai media chiedo più attenzione nel comunicare il covid” e “ai turisti stranieri dico di non leggere i titoli dei giornali”.

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