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Eur a luci rosse, la partita è ancora aperta

Marino e le polemiche tra “tolleranza zero”, “cautela” e “multe a casa”

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di Redazione | 2016-11-26 9/02/2015 ore 16:14
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:36)

Tolleranza zero, cautela, multe a casa. E’ ancora tutta aperta la partita del quartiere a luci rosse che ad aprile dovrebbe nascere in una non ancora precisata zona dell’Eur. L’idea lanciata dal presidente del IX Municipio Andrea Santoro è ancora in fase embrionale e lo stesso minisindaco ha fatto sapere oggi che presenterà in settimana a Marino “tutta la documentazione”. E così se da una parte i residenti del quartiere di Roma Sud promettono battaglia, con il sostegno della Cei che ha definito ‘vergognoso‘ il cosidetto progetto dello zoning, dall’altra la linea del primo cittadino è tutt’altro che definita. In un primo momento, infatti, Ignazio Marino si era detto molto favorevole all’idea di un quartiere a luci rosse come quello di altre capitali europee. “Non posso fare altro che immaginare situazioni di questo tipo – ha detto in un’intervista a Rainews 24 – Non sono un legislatore nazionale, le leggi dipendono dal Parlamento”. Ma c’è già chi parla non solo di Eur ma di una o più strade dedicate alla prostituzione ‘controllata’ in altri quartieri di Roma, fino ad arrivare a tutta Roma. Interpellati da Il Tempo altri 10 minisindaci su 14 si sono detti favorevoli. “Dalla Garbatella ai Parioli passando per il centro storico il Pd romano risponde quasi compatto all’appello del Campidoglio“, scrive oggi il quotidiano. E così Marino spiega la necessità di “delineare un percorso molto delicato” perché si parla di un fenomeno che a che fare “proprio con lo sfruttamento”.

 

 

 

Però si può trovare un equilibrio, secondo il sindaco, “cioè individuare luoghi dove la prostituzione non è tollerata assolutamente, come i parchi pubblici dove vanno le famiglie, e mandare a casa dei clienti una multa da 500 euro dove si indichi che la sanzione è legata al fatto che ci si intratteneva con le prostitute”. Proposta di difficile realizzazione per il Garante della Privacy che taglia corto così: “Non si può fare. A normativa vigente la notifica delle sanzioni deve avvenire con modalità tali da garantire la riservatezza del destinatario, non deve rendere evidente la violazione commessa”. E poi c’è l’aspetto normativo che di certo non è un elemento piccolo da considerare. Ne da voce il prefetto Giuseppe Pecoraro: “Tutta questa storia è una boutade, non ci sono riferimenti normativi, anzi, una legge c’è: si chiama Merlin. Fare ciò che vorrebbe fare Marino senza un intervento del Governo o del Parlamento è un reato: è favoreggiamento della prostituzione”. Insomma gli animi si sono appena scaldati e Marino, forse temendo un effetto boomerang, sta cercando di placare le polemiche utilizzando parole come ”cautela”. “Io non posso fare altro che immaginare situazioni che facciano da deterrente. Non sono un legislatore nazionale”, ha precisato il primo cittadino. Certo è che in un’area come l’Eur, ex quartiere di lusso costretto allo sbando, dove le immense opere in cantiere sono ancora ferme tra sprechi e battaglie burocratiche, è facile percepire un sentimento di abbandono e delusione.

 

 

 

Aldilà dell’efficacia di un controllo della prostituzione con un quartiere a luci rosse, come avviene a Parigi o ad Amsterdam, viene da interrogarsi se il nostro Paese, e soprattutto la nostra Capitale, sia in grado di gestire un fenomeno così complicato e delicato soprattutto con l’ombra di Mafia Capitale appena svelata. Forse non sarebbe meglio partire dalla riqualificazione e dal decoro urbano? Inaugurare la Nuvola di Fuksas o demolire finalmente le ex torri del ministero delle Finanze? Magari terminare i lavori per l’acquario sotto al laghetto e procedere con il cantiere-Luneur prima di affidare nuovi fondi a progetti che dovrebbero avere una gestione nazionale? Gli interrogativi si moltiplicano e su tutto questo, ricorda il Corriere della Sera, incombe la gravissima crisi dell’Eur spa (90% di proprietà del governo, 10% del Comune, che intende disfarsi della quota) sull’orlo della bancarotta. Il futuro del quartiere è appeso ad un filo? (gc)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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