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Scontro CCIAA-Confcommercio:Tagliavanti? Un funzionario politico

Intervista al Presidente Cerra: consiliatura poco trasparente e democratica

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di Redazione | 2016-11-26 23/10/2015 ore 13:39
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Una svolta anti democratica dell’ente pubblico che rappresenta le imprese di Roma e del Lazio. Il passaggio da un sistema collegiale a una logica di separazione delle categorie produttive. Sono queste le accuse mosse dal Presidente di Confcommercio Roma al nuovo corso della CCIAA romana guidato da Lorenzo Tagliavanti. In un’intervista esclusiva a Radiocolonna Rosario Cerra ha confermato lo scontro in atto verso una gestione ritenuta illegittima sin dal suo insediamento. In questi giorni al centro della polemica c’è la proposta di abbassare il quorum costitutivo del consiglio dagli attuali 2/3 al 50% + 1. Una decisione che potrebbe essere votata nel prossimo consiglio – convocato lunedì 26 – dove verrà dibattuta anche una possibile nuova formulazione dell’articolo 36. Un articolo che prevede la pubblicazione delle delibere della giunta sull’albo camerale a meno che la stessa non decida di secretare il contenuto. “Da marzo chiediamo trasparenza sui dati che le associazioni hanno consegnato al segretario generale della Camera di Commercio – ha denunciato Cerra – e la loro risposta è la modifica non trasparente e non democratica dell’articolo 36”. Il presidente teme che alla base della mancata consegna ci siano dati gonfiati che sovrastimino alcune associazioni di categoria per darle maggior peso specifico all’interno della Camera di Commercio di Roma.

Nel mirino di Rosario Cerra c’è anche il vulnus che vede coincidere controllori e controllati all’interno della CCIAA romana, “un meccanismo che in sostanza consente al controllato di validare agevolmente il proprio bilancio”. Capitolo Giubileo: giorni fa è stato siglato un protocollo tra Camera di Commercio e Prefettura per l’Anno Santo. “Era una nostra idea che avrebbe riguardato molti associati Confcommercio – ha ammesso il Presidente – consultarci e coinvolgerci sarebbe stato doveroso”. Lo scontro camerale comprende anche una scarsa stima reciproca sul fronte personale. “Tagliavanti non fa impresa, è un funzionario di partito che divide il tessuto produttivo romano – ha concluso Cerra – mi sorprende che su oltre 450mila imprese sul territorio non sia stato trovato un imprenditore a guidare la Camera di Commercio”(gds)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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