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Alla Regione Lazio si parla di mafia

I giornalisti minacciati dai mafiosi

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di Redazione | 2016-11-26 4/11/2015 ore 12:30
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:01)

L’Associazione Stampa Romana e l’Osservatorio per la Legalità della Regione Lazio hanno organizzato in Regione un evento dal titolo “Diritto di Cronaca e Lotta alle Mafie”. Erano presenti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Lazzaro Pappagallo, segretario Associazione Stampa romana, e Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio. 

“Mafia Capitale ha evidenziato una dimensione di sistema terrificante, un’inchiesta su cui si sono misurate importanti responsabilità e una funzione importante l’ha giocata la stampa. È una dimensione che si aggiunge a una situazione di radicamento delle mafie nel Lazio che non è episodica e che ha portato a intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti. Per questo – ha detto Cioffredi – è necessaria un’alleanza tra le istituzioni e il sindacato dei giornalisti perché attaccare e intimidire un giornalista significa ferire la libertà di stampa e questo perché le mafie hanno bisogno del consenso sociale. Siamo molto preoccupati. La relazione della commissione Antimafia dice che solo nel 2015 ci sono stati 28 i giornalisti che sono stati fisicamente minacciati e intimiditi. Questo e’ un dato che ci deve richiamare a una responsabilità di sostegno nei confronti del giornalisti a fare il proprio dovere che corrisponde al diritto dei cittadini di essere informati. Mafia Capitale si tende a volte a ridurla come a una banda di stracciaroli e non come una organizzazione criminale che aveva un impianto solido confermato dalle sentenze. Durante il processo dobbiamo fare attenzione affinche’ non subisca la banalizzazione che da piu’ parti si avverte. In questo momento si parla di anticorpi: io so che in questi 12 mesi la reazione della politica e della societa’ civile e’ stata inferiore rispetto a quella che sarebbe dovuta scattare e su questo ci si deve interrogare. A Roma serve una discussione non sul fatto se ci siano o meno gli anticorpi ma sul riscatto della societa’ civile”. 

C.T. ( Fonte Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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