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Allerta terrorismo a Roma tra psicosi e Stato di polizia

Camionette e presidi militari non attenuano l’insicurezza della cittadinanza

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di Redazione | 2016-11-26 20/11/2015 ore 14:37
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:04)

24mila unità per proteggere Roma e provincia dalle minacce terroristiche del fondamentalismo islamico.

Un numero di soldati pari a quello messo in campo, a fine ‘500, da Filippo II di Spagna nella guerra anglo-spagnola. Ma stavolta non ci sono armate invincibili, scontri campali o colpi di cannone tra Sir Francis Drake e i vascelli spagnoli. Questa volta c’è una guerra strisciante tra il terrorismo islamico e l’occidente, tra uno stile di vita basato sulla lettura sbagliata di un testo sacro e quello – occidentale – che dovrà fare i conti con un dato di fatto: la vita entro i propri confini è divenuta insicura e ricca di suggestioni oscure. L’annuncio di Alfano – “24mila persone in divisa, tra Roma e provincia, che presidieranno la città e la periferia” – è solo il primo annuncio istituzionale sulla sicurezza di Roma che è seguito ai fatti di Parigi. Nella giornata di ieri il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha annunciato a sorpresa l’istituzione di una “no fly zone” sulla capitale durante la presentazione del “Piano Giubileo”. Nel frattempo la città prosegue le sue attività quotidiane tra psicosi collettive, presidi militari e un diffuso senso di insicurezza. Ventiquattro ore fa un pacco bomba sospetto a Lepanto (era solo un narghilè) ha fatto scattare lo stato d’allerta, l’intervento degli artificieri e la chiusura della tratta Termini – Ottaviano. Una situazione analoga a quella che si è verificata questa mattina nello scantinato della metro Battistini, quando un pacco sospetto ha provocato l’arrivo imminente delle forze dell’ordine e lo stop momentaneo della linea. A diciotto giorni dall’avvio del Giubileo camionette di militari e polizia presidiano i luoghi ritenuti a rischio. Alpini sulle banchine della metropolitana come non si erano mai visti, mitra spianati da Furio Camillo a Laurentina, passando per le centinaia di presidi tra San Pietro e Piazza Venezia. Un dispiegamento di forze che non convince la più grande associazione italiana di consumatori, il CONDACONS, che ritiene insufficiente la disposizione del dispositivo di sicurezza in città soprattutto alla Stazione Termini. “Abbiamo effettuato dei sopralluoghi e non abbiamo riscontrato la presenza di agenti – ha denunciato il presidente Carlo Rienzi – Esprimiamo forte preoccupazione, perché lo snodo ferroviario rappresenta uno dei punti più sensibili della città”.

Preoccupazioni e dubbi analoghi sull’organizzazione dell’Anno Santo sono stati espressi questa mattina da Marco Travaglio su “Il Fatto Quotidiano”. “ Dall’8 dicembre, per 365 giorni, chicchessia potrà fare una telefonata anonima per segnalare una bomba o un kamikaze in piazza San Pietro o in un’altra basilica giubilare – è il pensiero del direttore del Fatto – Chi si assumerà la responsabilità di giudicare falso l’allarme senza evacuare ogni volta la piazza o la chiesa? (gds)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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