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Il reparto di neonatologia sarà accessibile ai genitori H24

Il Fatebenefratelli all’Isola Tiberina assiste 600 neonati l'anno con patologie

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di Redazione | 2016-11-26 7/03/2016 ore 14:51
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:17)

 “A partire da oggi, lunedì 7 marzo, sarà accessibile 24 ore al giorno ai genitori di bimbi con patologia, l’unità di Pediatria, Neonatologia e terapia intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale San Giovanni Calibita – Fatebenefratelli all’Isola Tiberina”.

Lo comunica in una nota il nosocomio.

 

“Il nuovo servizio – prosegue la nota – apre in occasione della Solennità di San Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli, celebrato l’8 marzo. Si tratta della prima struttura ospedaliera del Lazio ad offrire ai genitori e ai piccoli ricoverati la possibilità di stare a contatto in qualsiasi momento della giornata. L’Ospedale, che registra annualmente oltre 4.000 parti,



“La letteratura scientifica internazionale – spiega Luigi Orfeo, Primario della Unità di Pediatria, Neonatologia e TIN del Nosocomio – già dai primi anni ’70 ha dimostrato l’utilità di consentire ai genitori l’accesso libero alla Terapia Intensiva Neonatale favorendo l’attaccamento madre-bimbo e migliorando gli sviluppi futuri della personalità del bambino”.



“Il nuovo servizio h24 per i piccoli risponde inoltre alle raccomandazioni espresse di recente dal Tavolo tecnico ministeriale per l’Allattamento al Seno (TAS) che evidenzia i benefici legati all’accesso libero dei genitori nei reparti di cura neonatale: riduzione dello stress familiare, migliore consapevolezza delle cure praticate, riappropriazione della funzione genitoriale, facilitazione del contatto “pelle a pelle” tra genitori e bambino (metodo canguro) con positivi effetti su metabolismo, stabilità e sviluppo psico-motorio dell’infante.

Oltre, ovviamente, alla facilitazione dell’alimentazione con il latte materno, ottimizzandone la produzione e l’avvio“, prosegue la nota.

“Si tratta di un ulteriore traguardo raggiunto nell’importante percorso di accoglienza che il Nosocomio porta avanti da molti anni con i familiari dei bambini ricoverati – commenta Orfeo – Ci siamo attrezzati soprattutto con corsi di comunicazione e di formazione rivolti al personale per interagire al meglio con i genitori nel tempo prolungato e favorire la loro presenza in reparto affinché possano stare vicino al bambino ed accudirlo in ogni momento della giornata, insieme agli operatori presenti”. 

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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