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Una rete per la terapia del dolore nel Lazio

Nascerà una rete che collega pazienti e professionisti sanitari

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di Redazione | 2016-11-26 9/05/2016 ore 13:55
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:23)

Una persona su 5 in Italia soffre di dolore cronico, si tratta di circa 95 milioni di persone, che affrontano i disagi legati alla sofferenza cronica. Un terzo di coloro che sono affetti da dolore cronico manifesta disagi sul posto di lavoro, a causa di un’assenza media dal lavoro di circa 12,5 giorni l’anno e la conseguente riduzione, fino a un terzo della base di partenza, del reddito familiare.

Il dolore cronico, che si manifesta in pazienti terminali ma anche in pazienti affetti da altre patologie, ha un forte impatto economico anche sulle casse pubbliche. La costruzione di una rete, che collega pazienti e professionisti sanitari, mira a ridurre i costi sociali e offrire una migliore risposta al cittadino ed è già attiva nel Lazio.

La rete è stata istituita in seguito alla legge 38/2010 che ha stabilito le modalità di accesso alle cure, palliative e non, per coloro che sono affetti da dolore cronico. La legge 38/2010 ha definito che il paziente colpito da dolore complesso e/o severo deve essere indirizzato prima verso centri specialistici di primo livello, gli Spoke, e poi in centri d’eccellenza, gli Hub, quando necessita di cure altamente specializzate. Stamattina, presso il consiglio regionale del Lazio, nell’ambito del convegno ‘La rete della terapia del dolore nel Lazio: nuove prospettive’ responsabili di Hub e Spoke, allo scopo di confrontarsi sulle modalità necessarie a migliorare il servizio della rete della terapia del dolore, rete che mette in collegamento Hub, Spoke, medici, professionisti del settore sanitario e pazienti.

“I pazienti con dolore grave necessitano di un numero doppio di visite mediche e vengono ospedalizzate 3 volte di più. La necessità della costruzione di una rete per gestire la terapia del dolore, mira ad alleviare la sofferenza, ma anche ad abbassare i costi sociale di coloro che sono soggetti a dolore cronico, sia come malati terminali, sia come pazienti affetti da altre patologie – – ha spiegato Laura Amato, responsabile UOSD Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – Il costo sociale medio annuo di coloro che sono colpiti da dolore cronico è 4.557 euro, un costo che è pari al 2% del Pil nazionale – Gli ultimi dati, relativi al periodo, 2006-2014 evidenziano un calo del -0,7% nell’utilizzo di farmaci per il trattamento del dolore.

Nello specifico il Lazio spende di più ed offre meno farmaci e anche se il numero di Hospice e posti letto è nella media nazionale, una forte carenza è registrata per quanto riguarda le cure domiciliari”.

Il convegno è stato introdotto da Rodolfo Lena, presidente della commissione regionale Politiche sociali e Salute, che ha spiegato: “La legge 38 del 2010 è un punto di partenza verso un approccio nuovo nei confronti della terapia del dolore e sdogana l’uso di oppiodi a scopo antalgico.

Si migliora la qualità della vita dei pazienti e c’è un risparmio economico importante per quanto riguarda i costi sociali – ha detto Rodolfo Lena, presidente della commissione regionale Politiche sociali e Salute – Dobbiamo puntare a una migliore qualità della vita dei cittadini del Lazio, la terapia del dolore è un diritto di tutti i cittadini e un dovere da parte dei medici. I dati sono allarmanti, 1 cittadino su 5 soffre di dolore cronico e questo vuol dire allontanamento dal posto di lavoro, vuol dire avere problemi con se stesso perché i dolori cronici possono portare patologie particolari. Il significato essenziale è prendersi cura delle persone, perché il dolore cronico è qualcosa di invalidante, che invalida chi ne è colpito, quindi dobbiamo avere la cura, dobbiamo essere capaci di offrire cure palliative e non soltanto, anche cure che diano liberazione dal dolore”.

Tra gli interventi che potranno migliorare i servizi della rete: la verifica e il monitoraggio delle attività dei centri riconosciuti a livello regionale, una maggiore omogeneità di accesso alle cure su tutto il territorio, l’attribuzione di un codice di branca specialistico in terapia del dolore. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte Vincenzo Panella, direttore regionale Salute e politiche sociali; Flori Degrassi, commissario straordinario Asl RM2; Mauro Goletti, direttore sanitario Asl Rm1; Antonio D’Urso, direttore generale Ao San Camillo; Pierluigi Bartoletti, segretario generale Fimmg Lazio; Daniela Donetti, direttore generale Asl Viterbo. 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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