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Ecco perchè il Pincio è il nuovo regno dei gladiatori abusivi

Esclusivo Radiocolonna: un errore di Tronca spiana la strada ai mascheranti

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di Redazione | 2016-11-26 13/06/2016 ore 13:19
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:26)

Statue divelte, busti senza teste, una vegetazione che ricorda le foreste vietnamite di Apocalypse Now e – dulcis in fundo – una congrega di gladiatori abusivi che importunano turisti a passanti. Villa Borghese è il biglietto da visita “green” della Capitale, la distesa verde a due passi dalla parte del centro cittadino più visitata dai turisti. E il Pincio – luogo meraviglioso da cui è possibile scorgere uno dei panorami più belli di Roma – pare sia diventato il rifugio per una categoria di abusivi che il commissario Tronca ha sostenuto di aver debellato dal centro cittadino.

 

Da novembre 2015 un’ordinanza firmata da Francesco Paolo Tronca vieta “qualsiasi attività che preveda la disponibilità a essere ritratto come soggetto storico a fronte di passaggio di denaro”. Un divieto che “s’impone ai fini della tutela della sicurezza urbana – in quanto i soggetti dediti a tali attività agiscono frequentemente con modalità inopportune, insistenti e talvolta aggressive – e del decoro del patrimonio artistico, storico e monumentale della città”.

 

Una misura in apparenza ineccepibile che contiene invece una falla imperdonabile: il divieto interessa piazza del Colosseo, Fori imperiali, Celio Vibenna, San Gregorio, Via Sacra, piazza Navona, Fontana di Trevi, piazza di Spagna, via del Corso, piazza della Rotonda, piazza del Quirinale, via Ottaviano, via di Porta Angelica, via del Mascherino, piazza Risorgimento, piazza Venezia, piazza di Pietra, Teatro Marcello, basilica di San Giovanni e Santa Maria Maggiore – con multe salate di 400 euro per i trasgressori – ma non il Pincio e Villa Borghese.

 

E così quel Mons Pincius immaginato giardino pubblico da Giuseppe Valadier oggi è popolato da birre riversate in terra, busti ancora decapitati e mascheranti che insultano i passanti ed estorcono denaro ai turisti per una foto e un elmo posto sul capo. (Giacomo Di Stefano)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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