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Il Vicariato sul sindaco: tra Raggi e Giachetti siamo neutrali

Ma i vescovi scelgono la via del realismo e analizzano il programma della Raggi

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di Redazione | 2016-11-26 16/06/2016 ore 11:40
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:26)

Ultime ore prima del voto per il Campidoglio

La diocesi di Roma ha deciso di non schierarsi in vista del ballottaggio. Lo affermano a Radiocolonna.it fonti qualificate all’interno del Vicariato. Al primo turno una parte consistente degli alti prelati di San Giovanni, dei parroci avevano puntato su Marchini,  ma la situazione che si è venuta a creare consiglia prudenza.  Una situazione seguita con attenzione anche dal Vaticano.

 

Evidentemente il “popolo delle parrocchie”, circa il 20% dei romani frequenta in modo assiduo la messa domenicale, non è gestibile. Una parte dei movimenti di base continuerà a votare Giachetti. Infatti nella lista “Più Roma” che ha appoggiato il candidato del Pd c’erano nutriti innesti della Comunità di Sant’Egidio, lista guidato da Paolo Ciani, già portavoce della Comunità, e da Lucio D’Ubaldo, già senatore dell’ala cattolica del Pd. Ma per il resto c’è un vero “libera tutti”.

 

La nostra fonte fa notare che l’intervista di oggi, 16 giugno, di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, a Virginia Raggi non è un caso. I vescovi hanno capito che bisognerà scendere a patti con colei che probabilmente sarà il prossimo sindaco della Capitale. Quello che preoccupa di più è la questione esenzione Imu, immobili della Cei non del Vaticano. La Raggi ha annunciato “un censimento immobiliare” in caso di vittoria “per accertare i numeri delle strutture senza fini di lucro e di quelli delle attività commerciali”. Il rischio, dice la nostra fonte, è che si arrivi a un lungo “braccio di ferro, anche perché molte strutture religiose hanno una doppia natura”. In ballo ci sono circa 500 milioni di euro che, secondo le stime, potrebbero arrivare nella casse del Campidoglio se si decidesse appunto di intervenire facendo risaltare maggiormente l’attività commerciale di queste strutture a doppia natura, prima di tutto case per ferie e pensionati gestiti dagli ordini religiosi.

 

Piace invece alla diocesi, e soprattutto alla Caritas, la parte del programma della Raggi che prevede un inasprimento delle norme per aprire nuove sale d’azzardo. L’organizzazione infatti ha calcolato che tra legali e non nella Capitale ci sono fino a 40 mila slot, come ha già detto da una nostra inchiesta. “Vago”, invece, viene  giudicato il programma della Raggi in fatto di politiche sociali, settore in cui le cooperative d’ispirazione cattolica sono molto presenti. (Ali)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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