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MyTaxi, l’app per smartphone che fa arrabbiare i tassisti romani

Scontro tra la categoria e i nuovi attori digitali:il prossimo sindaco chiarisca

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di Redazione | 2016-11-26 17/06/2016 ore 14:18
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:27)

Contatto diretto con il tassista, recensioni sul modello Tripadvisor e pagamento digitale tramite app per smartphone. MyTaxi è uno degli ultimi prodotti nati dell’incrocio tra tecnologia e universo dei tassisti italiani. Creata da una startup tedesca e promossa dalla Mercedes – che l’ha acquistata nel 2014 – l’applicazione adesso è arrivata anche a Roma e si propone di rivoluzionare il sistema di prenotazione e di accesso alle vetture. Per ora sono poco meno di 500 i tassisti romani che hanno aderito al programma con la possibilità di iscriversi gratuitamente entro il 31 ottobre. MyTaxi guadagna trattenendo “una minima percentuale sulle corse come contributo sull’intermediazione”.

 

“Mytaxi sta vivendo un’importante crescita internazionale: il 2015 è stato un anno da record in cui abbiamo lanciato il servizio in 5 nuove città, tra cui Milano, dove siamo molto soddisfatti del lavoro dei nostri mytaxisti – afferma Niclaus Mewes, CEO e founder mytaxi – E ora siamo emozionati ed entusiasti del lancio a Roma, il nostro servizio non poteva mancare nella Città Eterna! L’Italia è per noi un mercato molto importante ed abbiamo ottime aspettative.”

 

Una battaglia ingaggiata soprattutto nei confronti dei radiotaxi che gestiscono il flusso tra la clientela e i conducenti. Il sistema è differente da UBER e non riguarda gli N.C.C. ma solo i tassisti regolarmente dotati di licenza, anche se – come racconta a Radiocolonna il ‘capo’ dei tassisti romani Loreno Bittarelli – “MyTaxi consente di smistare le prenotazioni il giorno prima, una cosa che va bene per gli N.C.C. ma non per i taxi”. Secondo il presidente del 3570 – “a prescindere dall’idea che ognuno ha” – questa nuova forma di liberalizzazione digitale del mercato presenta alcune criticità sul fronte legale. “Non si può definire nazionale un servizio offerto in due-tre grandi città – racconta Bittarelli – un servizio pubblico garantisce vetture anche dove si fanno pochi soldi. Noi lo facciamo, loro no”. Le riserve dell’ex ‘Siena13’ – che nel 2008 ha sfiorato l’elezione in Senato con il PDL – riguardano anche il sistema di turnazione. “Il sistema attuale prevede che i comuni gestiscano i turni per garantire una distribuzione equa del lavoro – denuncia – con MyTaxi ciò non avviene con il rischio di disparità e di attriti tra i lavoratori”

Insomma, la battaglia è appena iniziata e proseguirà sul tavolo della prossima amministrazione capitolina. “Abbiamo parlato con tutti i candidati e ognuno ha mostrato interesse – conclude Bittarelli – Il più attento? Marchini. Ma le faide interne l’hanno escluso dal ballottaggio..” (Giacomo Di Stefano

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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