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Roma fra rivoluzionaria e buon padre di famiglia

Gli astenuti al primo turno peseranno sulla scelta del nuovo sindaco

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di Redazione | 2016-11-26 17/06/2016 ore 10:32
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:26)

Domenica 19 i romani sono richiamati alle urne per il ballottaggio che dovrà decidere chi sarà il nuovo sindaco della Capitale tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti. Ai blocchi di partenza la candidata grillina si presenta forte del 35,25% conseguito al primo turno che l’ha vista distanziare di oltre dieci punti il suo antagonista del Pd (24,87%). I giochi quindi sembrerebbero fatti, ma, come insegnano vari precedenti e come ha ricordato spesso in questi giorni Giachetti, il ballottaggio pone alla pari i due contendenti nel giocarsi la nuova partita.

Il Pd sa che l’impresa del suo uomo è quasi impossibile (anche i sondaggi clandestini darebbero ancora in vantaggio la Raggi) e certo non dovrebbe giovare alla rimonta il retroscena di ‘Repubblica’ di mercoledì sulle parole di Massimo D’Alema (smentite dall’interessato il giorno dopo su ‘La Stampa’) secondo il quale l’ex ‘leader maximo’ avrebbe detto che, pur di sloggiare Matteo Renzi, sarebbe pronto a votare la Raggi. Vero o falso, il fatto stesso che un quotidiano importante riporti questa notizia dimostra che, benché il presidente del Consiglio ripeta ad ogni pie’ sospinto che il voto di domenica è solo amministrativo e quindi privo di riflessi sulla politica nazionale, la battaglia che si sta conducendo sui sindaci avrà ripercussioni su Palazzo Chigi e dintorni, anche in vista del referendum costituzionale che si terrà ad ottobre.

Quindi attenzione al voto di domenica, soprattutto di Roma e Milano. Nella Capitale sia Raggi che Giachetti guardano agli astenuti del primo turno e a quegli elettori che hanno scelto in prima battuta Giorgia Meloni, Alfio Marchini e Stefano Fassina. E’ un bacino molto grande che potrebbe decidere il risultato elettorale. E una grande influenza sul voto di questi sarà esercitato dal tema Olimpiadi sì Olimpiadi no. Lo ha capito la candidata grillina che è passata dal no deciso di prima del 5 giugno (“i romani chedono altro”) alla proposta di un referendum consultivo per far scegliere i romani. Sull’affluenza alle urne sarà decisivo anche il “generale tempo”. Se sarà bello è molto probabile che gli “orfani” dei propri candidati di bandiera optino per una bella giornata al mare o nei dintorni di Roma; se invece sarà brutto, costretti a restare a casa, potrebbero recarsi ai seggi.

Comunque, sul risultato di domenica, sembrano pesare più i temi della politica nazionale e le diatribe interne al Pd che i gravi problemi che attanagliano Roma: trasporti, viabilità, rifiuti, ambiente, sicurezza. Chi prevarrà? I romani sono chiamati ad una difficile scelta tra chi promette di cambiare tutto (Raggi) e chi si presenta come buon padre di famiglia e attento amministratore.

Giuseppe Leone 

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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