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Scioperi e manager, la partita della Raggi su Atac e Ama

La vera priorità è rimettere in piedi un servizio compromesso dalle astensioni

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di Redazione | 2016-11-26 21/06/2016 ore 12:02
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:27)

Lo tsunami a cinque stelle non si è ancora abbattuto sulle partecipate del Comune di Roma, anche se la rivoluzione pentastellata è solo questione di settimane. Perchè una volta completata la squadra di governo, per Virginia Raggi sarà tempo di mettere mano alle società controllate dal Campidoglio, come peraltro annunciato più volte in campagna elettorale. Ma il fatto è che non è solo una questione di management, eventualmente, da rivedere. L’avocatessa grillina che ha sbaragliato il Pd sarà infatti chiamata a rimettere in piedi interi servizi, rifiuti e trasporti su tutti, andando a incidere su tutti i settori della catena di montaggio. Dunque gare, forniture e, soprattutto, cercare di dettare nuove regole nel rapporto con i lavoratori, i cui scioperi selvaggi hanno più volte messo in ginocchio Roma in questi ultimi mesi. 

Si prenda il caso di Ama. Oggi con ogni probabilità si dimetterà il presidente e ad Daniele Fortini. La vittoria della Raggi, dicono a Radiocolonna i ben informati, era praticamente data per certa in Ama. Dunque, nessuna novità se il numero uno della municipalizzata ha deciso di fare un passo indietro, in attesa di capire se il neosindaco rinnoverà o meno la fiducia nei suoi confonti. Ma nel frattempo, e qui sta il vero problema, Ama sciopererà per altri due giorni, l’11 e il 12 luglio. Il che vorrà dire una Capitale ancora alle prese con strade invase dai rifiuti, come già acaduto a ridosso delle elezioni. Dunque, nuovi manager o meno, c’è da rivedere un intero modello organizzativo a cominciare dai rapporti tra azienda e lavoratori il cui corto circuito si è più volte tradotto in enormi disagi per i romani.

Altra azienda, stessa sostanza. Atac. Anche in questo caso il dg Marco Rettighieri potrebbe decidere di lasciare la guida della municipalizzata. D’altronde la sua missione era quella di “riportare Atac sulla linea di galleggiamento”, ovvero rimetterla parzialemnte in piedi dopo anni di malagestio. Missione in parte compiuta visto che la municipalizzata, che molto probabilmete dovrà fare a meno di un partner industriale come Ferrovie, vista l’avversione della Raggi ad ogni forma di privatizzazione, ha appena diffuso i dati di bilancio 2015, chiusi con una perdita di 79 milioni contro i 141 dell’anno prima.

Ma anche qui, i numeri non sono tutto se poi si sciopera tutte le volte che si vuole, magari in coincidenza delle partite dell’Italia. Anche in questo Raggi dovrà rimettere mano a un rapporto azienda-lavoratori ormai logorato e privo di ogni regola. Tra i lavoratori di Atac permane la linea della cautela. “Aspettiamo di vedere come la Raggi si muoverà, direi che tra una decina di giorni potremmo capirne di più”, dice un sindacalista di primo piano a Radiocolonna, non nascondendo il suo apprezzamento per l’operato fin qui svolto da Rettighieri. Per le partecipate sarà pure tempo di rivoluzione, ma alla fine quello che conterà davvero sarà rendere un buon servizio ai romani. (Gianluca Zapponini) 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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