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Ama, 32 nuovi centri di raccolta. Ma è allarme roghi

Da gennaio incendiati 260 cassonetti. 11 luglio nuovo sciopero

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di Redazione | 2016-11-26 27/06/2016 ore 11:37
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:27)

Una notizia buona e due cattive. Ama si prepara a inaugurare 32 nuovi centri di raccolta e smaltimento dei rifiuti (le cosiddette isole ecologiche), ma intanto torna prepotente l’allarme roghi e per l’11 luglio si annuncia un nuovo sciopero degli operatori ecologici.

Partiamo dalle notizie migliori: i centri di raccolta saranno triplicati, grazie all’impegno di Ama e del commissario Tronca che hanno capito in fretta che la situazione sta rapidamente degenerando. I rifiuti per le strade, anche i più ingombranti e impensabili, sono ormai all’ordine del giorno. Secondo Daniele Fortini, presidente di Ama, “questo provvedimento consentirà ai romani di avere a disposizione un numero più che triplicato di centri di raccolta per rifiuti voluminosi e particolari. In questo modo, Roma sarà leader in Europa con una struttura attrezzata ogni 60.000 abitanti. Si tratta di centri nevralgici a cui i cittadini ricorrono ormai in maniera corrente e che, nel solo 2015, hanno permesso di raccogliere oltre 47.000 tonnellate di materiali. Con un investimento complessivo di circa 9 milioni di euro si otterranno risparmi annui di oltre 4 milioni”.

Ma la buona notizia è subito stata “inquinata” (è proprio il caso di dirlo) da altre due pessime nuove. La prima è che con il ritorno del caldo sono ricominciati i roghi dei cassonetti. Da gennaio a oggi sono 260 quelli dati alle fiamme. L’arrivo del caldo e il mancato ritiro dei rifiuti maleodoranti ha fatto perdere la testa a qualcuno che, nella zona dell’Axa, ha dato fuoco ai cassonetti per eliminare, in maniera poco ortodossa, la spazzatura.

Intanto, è stato annunciato per l’11 luglio un nuovo sciopero degli operatori ecologici. La durata dell’agitazione sarà di 48 ore. Uno scenario apocalittico se il caldo – com’è ovvio che sia a luglio – dovesse continuare a imperversare sulla capitale. Due giorni senza raccolta significherebbe una città al collasso, con il rischio neanche troppo remoto di colonie di topi e insetti di varia natura. Ma perché si sciopera? Per Natale di Cola, segretario generale Fp-Cgil Roma e Lazio, l’agitazione serve a chiedere “che vengano garantite tutele contro i licenziamenti facili e un giusto aumento delle retribuzioni”. (MS)
 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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