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Arriva il caldo ma il mare è impresentabile

Elevate cariche batteriche e sporcizia ovunque sul litorale

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di Redazione | 2016-11-26 27/06/2016 ore 11:38
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:27)

I primi caldi sono (finalmente) arrivati e ai romani non resta che cercare refrigerio in una delle tante spiagge del litorale. Sarebbe tutto perfetto – al netto delle code, dei parcheggi che non si trovano, delle strutture fatiscenti – se non fosse per un dettaglio non di poco conto: il mare fa schifo. No, non è l’ennesimo slogan di qualche denigratore di professione, ma il risultato di una ricerca di Legambiente e Goletta Verde.

Un esempio? In 100 metri di spiaggia a Fiumicino sono stati trovati 3.716 cotton fioc e 5.500 rifiuti. Ma il problema più grave rimane il mare: che è sporco e ha una carica batterica elevatissima. Secondo un’indagine di Legambiente presentata ieri, da Trovajanica a Fregene e fino a Sani Nicola sono stati rinvenuti batteri intestinali (enterococchi) superiori di 400 ufc (unità formanti colonie) rispetto ai livelli considerati accettabili. Addirittura 1000 ufc in più per l’Escherichia Coli. Si tratta di batteri potenzialmente pericolosi, ma “solo nel 60% dei casi sono stati trovati i cartelli obbligatori per legge con il divieto di balneazione”.

Perché il mare è ridotto così? Prima di tutto, ovviamente, per l’inciviltà di chi ha deciso di utilizzare la spiaggia come se fosse una personale discarica. Ma poi, ed è questa la notizia più allarmante, perché gli impianti di depurazione non svolgono il loro lavoro, riversando in mare acque inquinate che mettono a repentaglio i bagnanti. Il Lazio, con cinque infrazioni per ogni chilometro di costa, è salito al terzo posto nella classifica del mare illegale dopo Campania e Sicilia, con i reati contestati dalla Marina che sono più che raddoppiati (da 972 a 1.920).

Le notizie sull’inquinamento delle acque non devono ancora aver raggiunto i romani, che ieri si sono gettati verso il mare bloccando completamente la Colombo e le strade in direzione di Ostia. I balneari sperano che questo sia il segnale della fine della crisi, ma la nuova allerta sulle condizioni di inquinamento del mare rischia di trasformarsi nell’ennesimo boomerang contro il settore che sta vivendo un momento di particolare difficoltà. (MS)
 

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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