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Piste ciclabili, le associazioni vogliono incontrare la Raggi

Strutture nel degrado. Ma Delrio sblocca 100 mln per nuove ciclovie

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di Redazione | 2016-11-26 28/07/2016 ore 9:16
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:31)

Da una parte ci sono un centinaio di milioni per favorire la nascita di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, lunghe piste per appassionati di bici attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia. Dall’altra infrastrutture già realizzate e funzionanti ma lasciate da tempo in un completo stato di degrado. Tra queste le piste ciclabili di Roma, ormai abbandonate a se stesse come più volte denunciato da diverse associazioni, che ora vogliono un faccia a faccia con Virgina Raggi. Dunque, viene da chiedersi se valga la pena spendere nuovi soldi se poi quello che già si possiede viene abbandonato al degrado. Mercoledi 27 luglio il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha presentato a Roma un programma per la realizzazione di ciclovie turistiche districate tra Veneto, Lombardia, Puglia, Basilicata ed Emilia Romagna. In tutto, 91 milioni più una una quota di fondi europei, di cui 17 solo nel 2016. 

Un’iniziativa che però deve fare i conti con l’eterno problema italiano, spendere senza valorizzare quello che già si ha. A Roma per esempio, molte delle piste ciclabili sono in una stato di abbandono. Quella di Ponte Milvio, che collega la zona di Roma Nord con Castel Giubileo è completamente invasa dalle erbacce e piena di buche. Più a sud, la pista ciclabile che si snoda sugli argini del Tevere è poco sicura, visto che la scorsa settimana si è sfiorata la tragedia dopo che pezzo di muro è crollato. Una situazione denunciata a Radiocolonna da Fausto Bonafaccia, fondatore e presidente di Bici Roma, una delle maggiori associazioni con 10 mila iscritti. “Abbiamo chiesto più volte un incontro al sindaco Raggi per chiedere una migliore programmazione della spesa per le piste ciclabili. Non serve intervenire qui e là, basta solo spendere bene i soldi che si hanno e programmarli in modo intelligente. Credo sia sbagliato realizzare nuove infrastrutture senza prima cercare di valorizzare quelle che si hanno, utilizzandole al meglio e rendendole praticabili a tutti. Cosa che a Roma non succede”. (Gianluca Zapponini)

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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