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Caos rifiuti, Raggi preoccupata

Campidoglio in apprensione per inchiesta

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di Redazione | 2016-11-26 30/07/2016 ore 17:02
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:31)

 

A quattro settimane dal suo insediamento il sindaco di Roma Virginia Raggi è in trincea, messa a dura prova dall’immondizia che ormai invade ogni quartiere, da Trastevere a Prati, all’Aurelio.  La calda estate dei rifiuti, con la città a un passo dall’emergenza da una parte e le inchieste giudiziarie sullo smaltimento dall’altra (nel mirino dei pm c’è un presunto giro di riciclaggio degli scarti organici fuoriusciti dagli impianti)  sta costringendo il primo cittadino a giocare sulla difensiva. A preoccupare non è tanto il rimpallo di responsabilità con l’Ama, trapela dagli ambienti di Palazzo Senatorio, quanto gli esiti imprevedibili di un’inchiesta che rischia di allargarsi a macchia d’olio, tirandosi dietro pezzi di amministrazione. Ulteriore elemento di nervosismo dentro il Campidoglio poi, il crescente malcontento dei romani per una crisi dei rifiuti che arriva nei giorni più caldi dell’anno.

 

Il rapporto con Ama e con il suo vertice, in primis il presidente Daniele Fortini è ormai compromesso. Il manager ha deciso di accelerare la sua uscita dalla municipalizzata, relazionando settimana prossima i parlamentari della commissione Ecomafie e poi dimettendosi ufficialmente il 4 agosto, giorno dell’assemblea Ama. La questione Fortini, insomma, si avvia alla conclusione. Molto più complessa appare invece la partita giudiziaria, che rischia di mettere in cattiva luce l’amministrazione Raggi. Certo, per il momento la lista degli indagati rimane top secret. Ufficialmente nessun coinvolgimento della giunta, in particolare dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, per dodici anni consulente Ama. E sarebbe proprio questa circostanza, valorizzata all’inizio come importante esperienza, diventata ora elemento di grande preoccupazioni, come non si nasconde all’interno dello dello staff della Raggi. 

 

E poi, c’è l’emergenza vera e propria, quella sulle strade. Bisogna ancora capire quali impianti si possono usare, perché alcuni sono finiti nel mirino dei pm (il tritovagliatore di Rocca Cencia e il Tmb del Salario, senza considerare che non è chiaro il destino di Malagrotta). E quanto potranno lavorare effettivamente. Domande che fino ad ora rimangono senza risposta ancora. G.Z

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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