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Caos rifiuti, Raggi all'attacco su Ama e Acea

Leggi uguali per dirigenti e quadri. Messaggio ai Gdf Suez, Acea resta pubblica

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di Redazione | 2016-11-26 1/08/2016 ore 15:14
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:31)

Riorganizzare subito Ama, a cominciare dal suo management il cui raggio di azione dovrà necessariamente essere ridotto. Ma anche lavorare sulla differenziata, aumentandone la quota e al contempo ridurre la produzione di indifferenziato. Mentre imperversa la bufera sui rifiuti, tra romani esasperati e l’assessore all’Ambiente Paola Muraro finita sotto il tiro incrociato del Pd e della destra, il sindaco di Roma Virginia Raggi illustrando all’ assemblea capitolina le linee programmatiche del suo mandato, sottolinea la volontà di procedere “a una riorganizzazione di Ama, che negli anni un po’ “incautamente non si è dotata di impianti necessari, offrendo, quindi, di fatto, opportunità a gruppi privati e ad Acea di inserirsi nel settore di attività proprio di Ama”.

 

Dunque, secondo il sindaco grillino, “Ama è stata relegata a svolgere mera attività di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico in discarica, con enormi costi di dotazione per contenitori, veicoli e mezzi”. In un’affollata Aula Giulio Cesare, la Raggi ha ricordato  la disastrosa condizione finanziaria di Ama, schiacciata da 600 milioni di debiti “di cui 200 milioni verso fornitori, oltre 35 milioni di euro annui verso il pool di banche che la sostiene”, ha precisato il primo cittadino. Per questi e altri  motivi, Raggi ha evidenziato la necessità di restringere il campo di azione del management che uscirà dall’assemblea del 4 agosto, dando ad esso un mandato ben preciso. Una stretta gestionale che passa per “un programma di efficientemento e  prevedendo l’adozione e introduzione di un modello organizzativo di compliance a cui si devono attenere dirigenti e quadri e funzionari aziendali, ove per compliance si intende la verifica di conformità del modello organizzativo a leggi, norme, regolamenti”, ha spiegato il sindaco. In pratica regole uguali per tutti, il cui rispetto sarà monitorato scrupolosamente dal Comune.

 

Nelle linee programmatiche della Raggi , ha trovato spazio anche la questione Acea. La multiutility è reduce da una diluizione dell’ormai ex socio forte, Francesco Gaetano Caltagirone, che in cambio di azioni di Gdf-Suez ha ceduto il grosso della sua quota al gruppo francese, salito così al 23,3% del capitale Acea e diventato primo socio privato. Un blitz che non ha spaventato più di tanto il Campidoglio. Pur prendendola larga, Raggi ha comunque sottolineato che Acea è e resta saldamente in mano pubblica. Ma soprattutto, è un’azienda al servizio della collettività. “Roma Capitale e il  sindaco – ha rilevato –  devono reclamare, rivendicare e riappropriarsi del ruolo di indirizzo operativo e di vigilanza del socio di maggioranza al 51% e  ricondurre Acea a servizio della città”. (Gianluca Zapponini)

Nelle linee programmatiche della Raggi , ha trovato spazio anche la questione Acea. La multiutility è reduce da una diluizione dell’ormai ex socio forte, Francesco Gaetano Caltagirone, che in cambio di azioni di Gdf-Suez ha ceduto il grosso della sua quota al gruppo francese, salito così al 23,3% del capitale Acea e diventato primo socio privato. Un blitz che non ha spaventato più di tanto il Campidoglio. Pur prendendola larga, Raggi ha comunque sottolineato che Acea è e resta saldamente in mano pubblica. Ma soprattutto, è un’azienda al servizio della collettività. “Roma Capitale e il  sindaco – ha rilevato –  devono reclamare, rivendicare e riappropriarsi del ruolo di indirizzo operativo e di vigilanza del socio di maggioranza al 51% e  ricondurre Acea a servizio della città”. (Gianluca Zapponini)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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