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Un americano a Roma: Zuckerberg tra terremoto, tecnologia, lavoro

Il fondatore di Facebook incontra gli studenti e parla a 360 gradi

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di Redazione | 2016-11-26 29/08/2016 ore 18:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:33)

Dal dramma del terremoto all’importanza della tecnologia, passando per una donazione da mezzo milione di dollari. C’è stato un po’ tutto questo nel pomeriggio romano di Mark Zuckerberg, il fondatore e numero uno di Facebook in trasferta in Italia per un paio di giorni. Il piatto forte, sgambata al Colosseo a parte, è stato l’incontro con gli studenti della Luiss, seguito all’incontro con il premier Matteo Renzi, a Palazzo Chigi preceduto a sua volta dalla visita a Papa Francesco. L’americano che ha cambiato per sempre le regole della tecnologia e forse anche per questo sesto uomo più ricco al mondo, ha affrontato diversi tempi davanti una platea rigorosamente under 30, infarcendo il tutto con personalissimi spunti e riflessioni. 

 

Prima questione, la stretta correlazione tra Facebook e l’economia. “L’Italia è uno dei Paesi dove Facebook viene più utilizzato per mantenere contatti di affari: quello che vediamo in Italia è straordinario”, ha affermato l’ex studente di harvard. “Una simile diffusione riguarda almeno uno su 10 tra i 29 milioni di profili che risultano iscritti in Italia ed è legata al tessuto di microimprese che caratterizza la penisola. Avete una buona cultura imprenditoriale, dovete rimanere ottimisti e concentrarvi su quello che volete costruire”. Di qui, l’accorato appello in stile Steve Jobs ai giovani della Luiss. “Molti imprenditori imparano in maniera molto rapida però nessuno nasce sapendo già tutto, la cosa più importante è avere una mentalità tale da permetterti di imparare il più possibile nel più breve tempo, non saremo ricordati per le nostre sconfitte ma per quello che abbiamo lasciato”. Dunque, “se volete costruire qualcosa di grande, serve un’idea dell’impatto che volete lasciare nel mondo non basta solo avviare un’attività, poi bisogna circondarsi delle persone giuste, serve una squadra, e poi serve tanta perseveranza, il successo non bussa alla porta, bisogna credere nella propria idea futura”.

 

Nell’incontro tra Mr.Facebook e gli studenti c’è stato spazio anche per la tragedia del terremoto che ha colpito il Centro Italia. Zuckerberg, che secondo alcuni rumosrs avrebbe dovuto visitare le zone disastrate, ha dato una personalissima lettura della situazione, a cominciare dal giudizio verso il popolo italiano, innalzato a esempio nel mondo – “Quando ho appreso del terremoto mi sono sentito schiacciato da tristezza e paura. E’ difficile immaginare come in un battito di ciglia la vita può essere sconvolta. Ma la comunità italiana si e’ riunita per sostenere i territori coinvolti e tutti abbiamo visto il grande esempio degli italiani a sostegno di Amatrice. Gli italiani hanno agito con grande senso di responsabilità”. Ma anche qui c’è lo sampino della tecnologia abbinata ai disastri naturali e Zuckerberg lo sa fin troppo bene. Lo dimostra l’accento messo dall’ex ragazzo prodigio sulla funzione detta “safety check”, che consente in tempo reale di far sapere ai propri cari di stare bene. “Il 50% degli utenti ha ad oggi usato questa funzione”, ha ricordato Zuckerberg.

 

Al di là delle parole però, ci sono stati anche fatti concreti. Il fondatore di Facebook ha infatti donato 500.000 dollari alla Croce Rossa Italiana. Soldi che verranno direttamente girati all’emergenza terremotati. Non solo. Zuckerberg ha rivelato inoltre di aver messo a disposizione delle autorità e della stessa Croce Rossa, l’intera piattaforma Facebbok “per garantire loro tutto quello di cui hanno bisogno”, ha concluso Zuckerberg. (G.Z.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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