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Terremoto, le case a Roma: qualche crepa? chiamate un tecnico

Parla Carla Cappiello, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia

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di Redazione | 2016-11-26 4/09/2016 ore 17:45
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:34)

Il terremoto del 24 agosto ha fatto nascere in tanti romani la domanda: “Ma la mia casa è sicura? Quella notte ho sentito le mura che scricchiolavano, chi mi dice che è tutto ok?”. D’altronde non è la prima volta che a Roma i terremoti si fanno sentire. Per Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma,  “se si hanno dubbi sulla stabilità di un fabbricato è opportuno contattare un professionista tecnico specializzato che, effettuato un sopralluogo, stabilirà come procedere: monitoraggio di eventuali crepe, interventi di risanamento a livello locale, valutazioni globali dello stato della costruzione”. Domani parleremo di quanto Roma è sismica.

 

Insomma, non bisogna perdere tempo anche se sono passati una decina di giorni?

“Analizzare un edificio dal momento in cui si presentano le prime problematiche, significa agire per tempo, garantendo la sicurezza degli occupanti. Non bisogna mai sottovalutare i danni possibili a cose e soprattutto persone”.

 

L’intervento deve essere a livello condominiale o ci sono margini per agire a livello di singolo appartamento?

Pur essendo la messa in sicurezza di un immobile a carico del suo proprietario, è necessario che qualsiasi intervento, sia esso relativo a parti isolate o globale della struttura del fabbricato, sia preceduto da uno studio  da estendere all’intero edificio ed alla struttura nel suo complesso. Sotto questo profilo gli interventi devono essere fatti a livello condominiale, perché l’analisi di uno spazio non può prescindere dalle correlazioni tra le diverse porzioni dell’edificio stesso”.

 

 

Ritiene che a livello comunale a questo punto serva reintrodurre il fascicolo di fabbricato?

I beni edilizi non sono immutabili, poiché subiscono, tra l’altro, il degrado naturale del tempo, che si può contrastare solo con una manutenzione graduale, che permetterebbe da una parte di dare maggiore sicurezza ai fruitori di un edificio e dall’altra a non alterare il valore di mercato degli immobili. In questo panorama, caratterizzato da una necessità di una corretta e sistematica progettazione degli interventi di manutenzione, la nostra proposta sarebbe quella di introdurre nel quadro legislativo l’ ‘Archivio Tecnico del Fabbricato’ e il ‘Libretto di Uso e Manutenzione di un edificio’.

 

Ovvero?

“Il primo strumento rappresenterebbe l’evoluzione del Fascicolo del Fabbricato, registrando, laddove possibile, gli atti autorizzativi, reperibili dalle banche dati di Comuni, Genio Civile e Catasto, per la costruzione di un determinato edificio e tutte le modifiche apportate alla sua struttura originaria. Mentre il secondo rappresenterebbe una programmazione di tutti gli interventi di manutenzione per le diverse parti dell’edificio, come ascensori, impianti elettrici, termici, idrici,  nonché per la struttura portante e divisoria”. (Alg)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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