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Assegno contro la povertà, Campidoglio: pronti a fine settembre

Sul Sia parla Laura Baldassare, assessore alle Politiche Sociali

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di Redazione | 2016-11-26 16/09/2016 ore 6:41
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:35)

“Il Sia, il sostegno all’inclusione attiva, potrebbe partire per la fine del mese“. Laura Baldassarre, assessore delle Politiche Sociali di Roma Capitale, fa questo annuncio a Radiocolonna. Il Sia è l’embrione di una sorta di reddito minimo, una forma di contrasto alla povertà, prevede un contributo da 80 a 400 euro al mese, a fronte, tra l’altro, di un ISEE inferiore o uguale a 3 mila euro e la presenza di almeno un minore un famiglia.

 

Il ministero del Lavoro ha previsto che le domande possano essere presentate dal 2 settembre nei comuni, ma ad oggi il Campidoglio non ha messo a punto le modalità operative. “Stiamo allestendo gli sportelli nei municipi, e prevediamo che le domande possano essere consegnate per almeno una mattina e un pomeriggio a settimana – dice Baldassarre – Stiamo poi per iniziare l’attività di formazione nei confronti del personale. Bisogna contare che scontiamo almeno due anni di ritardo della carta acquisti”. 

 

In effetti, la sperimentazione della carta acquisti con l’amministrazione Marino è partita in notevole ritardo. Se ora il Comune di Roma si metterà in carreggiata col Sia nell’arco due o tre settimane al massimo, i primi assegni dovrebbero arrivare a novembre, altrimenti si rischia di slittare di uno o più mesi.

 

Dunque si tenta di recuperare il tempo perduto, anche perché Laura Baldassarre, definisce il Sia un “intervento importante” contro la povertà, anche se a volerlo è stato il governo Renzi. “La povertà colpisce soprattutto le famiglie con bambini, ecco perché dobbiamo prevedere un intervento strutturale – dice l’assessore – Dopo l’assegno, il secondo passo sarà la presa in carico di questi soggetti da parte dei servizi”. Bisognerà capire quali servizi: formazione al lavoro? Assistenza psicologica? Qui entriamo nel regno dell’indistinto, perché la macchina comunale dovrà essere in grado rispondere a una povertà che a Roma è cresciuta in questi anni.

 

Nessuna novità di rilievo invece per i migranti che sostano davanti all’ex centro sociale Baobab, in via Cupa. “Roma capitale da sola non ce la fa, abbiamo bisogno che il nostro interlocutore sia il governo – dice Baldassarre – Stiamo lavorando sul luogo dove ospitare i migranti che transitano sul territorio di Roma, ma serve una soluzione strutturale”. (Alg)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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