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Olimpiadi e strappo Raggi-Malagò: i retroscena della vigilia

Guerra di numeri e scenari: il racconto del presidente della Commissione Sport

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di Redazione | 2016-11-26 26/09/2016 ore 12:31
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:37)

Un racconto dettagliato sulle motivazioni che hanno anticipato il NO di Virginia Raggi alle Olimpiadi romane. A svelarlo è Angelo Diario, presidente della Commissione Sport e uno dei rappresentanti del Comune nell’incontro tecnico serale con il Comitato Olimpico – era martedì 20 settembre – alla vigilia della conferenza stampa in Campidoglio. Sul fronte CONI era presente Diana Bianchedi, ex schermitrice e coordinatore generale del comitato per la candidatura. Tre ore di colloquio ritenute utili a capire alcuni punti che hanno indirizzato la scelta dell’amministrazione – già piuttosto orientata – verso il NO definitivo.

In primis il tema del costo zero per l’amministrazione. “Non è dimostrabile, tutti i numeri presentati nel dossier olimpico si basano sullo sviluppo di un modello econometrico teorico – spiega Angelo Diario – basta modificare uno solo dei tanti parametri teorici adottati per ottenere risultati sensibilmente diversi”. Secondo il consigliere grillino non esiste un dettaglio delle voci di spesa previste per ciascun singolo intervento (ad esempio per ciascun singolo impianto da realizzare o da ristrutturare).

Le Olimpiadi sono un’occasione unica di sviluppo per la città, senza la quale non ci saranno i soldi per effettuare gli investimenti? Secondo Diario la risposta è no, perché “lo scenario ‘con Olimpiadi’ prevede investimenti per 5,5 miliardi di euro, lo scenario “senza Olimpiadi” prevede investimenti per 4 miliardi di euro”, una proiezione racchiusa nella sesta pagina della “VALUTAZIONE ECONOMICA DEI GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI ROMA 2024 “ elaborata proprio dal comitato promotore.

Capitolo Olimpiadi e rilancio dell’occupazione: secondo Angelo Diario chi parla di 177mila nuovi posti di lavoro “non ha letto bene la tabella, confondendo la colonna che somma i posti di lavoro dello scenario “con Olimpiadi” e “senza Olimpiadi”. Una considerazione che nasce dalla lettura della tabella 3 a pagina 7 della “Valutazione economica dei Giochi Olimpici e Paralimpici”, dove si legge che i nuovi posti di lavoro nello scenario “con Olimpiadi” sarebbero stati 8 mila l’anno, per sei anni, dunque 48mila.

“Ognuno ha la sua opinione e si può continuare ad essere favorevoli o contrari – conclude il presidente della Commissione Sport – ma spero che da ora inizino a circolare numeri corretti” (Giacomo Di Stefano) 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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