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Sanità, basta con l'austerità, la politica dica cosa serve

Parla Lucio D'Ubaldo, segretario di Federsanità Anci: troppi risparmi a Roma

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di Redazione | 2016-11-26 18/10/2016 ore 23:50
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

“Bisogna tornare a una guida politica della sanità. Il fatto che sia stato nominato un commissario per il risanamento del debito, non vuol dire che non ci debba essere pure un assessore”. Lucio D’Ubaldo, segretario di Federsanità Anci, l’associazione dei comuni, conosce bene la condizione della sanità a Roma e del Lazio. 

 

I tagli si sentono tutti. In pochi anni il disavanzo sanitario è calato da un miliardo a poco più di 300 milioni, ma, secondo la Uil, c’è una carenza di posti letto del 30% e di personale sanitario del 17%. I pronti soccorso sono ancora affollati e capita di aspettare anche sei-sette ore prima di essere visitati, tre giorni prima di avere un posto letto in reparto.

 

 

Renzi ci ha detto che, per tutta Italia, la capienza del fondo sanitario è stata aumentata di due miliardi. Capite che questo incremento diviso per tutte le regioni è ben poco – dice D’Ubaldo – Il risparmio che il Lazio sta facendo, privando i cittadini anche di importanti servizi, non dovrebbe servire solo per ripianare il debito, ma anche e soprattutto per la post assistenza. Oggi sei dimesso da una operazione, ma che cosa succede dopo? Come sei assistito? Le case della salute non bastano”.

 

 

Insomma, sanità e stato sociale si intrecciano sempre di più. E Roma e il Lazio su questo fronte non stanno bene. Basti pensare soprattutto alle aziende ospedaliere romane che chiudono tutte in deficit: -158,6 milioni di euro per l’azienda San Camillo-Forlanini che registra il risultato peggiore; -104,6 milioni di euro per il San Filippo Neri; -91,6 milioni per l’ospedale San Giovanni; -89,2 per il Policlinico Umberto I e -73,6 milioni di euro per il Policlinico di Tor Vergata.

 

 

Per D’Ubaldo, dunque, “serve che le ASL facciano programmazione, andando a vedere quali sono le esigenze dei cittadini sul territorio. E questo lo si fa solo con la politica, che fa le scelte in un senso o nell’altro. La sanità non la si governa solo con gli strumenti tecnici, ancor più in una regione complicata come il Lazio”. (Alg)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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