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Io, prigioniero dei bus turistici

Racconto semiserio di una giornata nel traffico romano

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di Redazione | 2016-11-26 21/10/2016 ore 17:06
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:40)

Prima che un giornalista, sono un cittadino che utilizza le strade romane per spostarsi dalla zona sud (piazzale della Radio) fino al centro dove ho la maggior parte delle mie attività. Per una volta, proviamo a dimenticarci delle buche, delle auto in doppia e tripla fila, delle manovre azzardate, degli autobus fatiscenti, delle code sul Lungotevere, dei turisti che attraversano a casaccio con il naso all’insù, estasiati da cotanta bellezza. Prendiamo invece i bus turistici, che dovrebbero offrire uno spaccato della città e che invece diventano spesso e volentieri uno strumento di inquinamento e di ulteriori inc…avolature. La norma prevede che i motori debbano essere spenti in caso di arresto prolungato. Provate però a passare a fianco a uno di questi bisonti dell’asfalto per capire che l’autista di turno da quell’orecchio proprio non ci sente.

 

D’estate vorremmo mica costringere il malcapitato guidatore a stare al caldo, no? E quindi motori accesi e aria condizionata “a palla”. E d’inverno? Discorso opposto: fa freddo, fa buio, e il povero autista è costretto a lasciare il motore acceso e ad azionare le ventole dell’aria calda. Morale della favola, i motorini che hanno la malaugurata idea di superare un bus turistico fermo vengono investiti da una nube tossica calda e velenosa. Ma se il problema dei “bestioni” fosse soltanto per il calore che emanano, ci si potrebbe ancora convivere.

 

Ora però provate a immaginare il semaforo che da Via Nazionale porta al Quirinale. Lì una pletora di bus si accalca per svoltare a destra e da lì costeggiare l’abitazione del presidente della Repubblica. Per fare quella curva, tra pedoni che – giustamente – attraversano, macchine in sosta e imperizia degli autisti, ogni bus impiega almeno 40 secondi per riuscire a girare. Intanto il tempo passa, il semaforo diventa giallo e se qualcuno vuole provare ad andare a Termini lungo quella strada deve armarsi di santa pazienza. Su via Gregorio VII il percorso a ostacoli del combinato disposto botticelle-sanpietrini-bus turistici metterebbe a dura prova l’abilità di guida di un Vettel o di un Rossi (a seconda che utilizziate le due o le quattro ruote).

 

Infine, lo scoglio più grande. Detta così sembra quasi una buffonata, ma non lo è per niente. Provate a fermarvi lungo una delle direttrici che portano a uno qualunque dei monumenti più rappresentativi della Capitale. Cercate di scattare una foto. Vedete il risultato: c’è qualcosa di più di quello che vi aspettereste di trovare? Risposta esatta: i bus turistici Che rovinano il panorama, che rendono Roma più brutta e più sporca, che fanno sì che i turisti (sì, proprio quelli col naso all’insù) vedano il Colosseo con le ruote o i fori con i finestrini. Che bella che sei Roma, ma quanto sei maltrattata, perfino da dei bisonti dell’asfalto che meriterebbero di restare ai margini delle tue mura. (Marco Scotti)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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