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Atac: Raggi sbaglia, deve essere commissariata. Parla Esposito

L'ex assessore: il Campidoglio non ha risorse necessarie

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di Redazione | 2016-11-26 26/10/2016 ore 12:51
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:41)

“Le reazioni scomposte del sindaco Virginia Raggi e del Movimento Cinque Stelle su Atac dimostrano una sola cosa: che non sanno di cosa parlano e sono tutti in malafede”. Stefano Esposito, senatore dem in forza alla commissione Lavori Pubblici ma soprattutto ex assessore ai Trasporti nella giunta Marino, spiega a Radiocolonna.it le ragioni che hanno spinto la maggioranza del Pd e parte delle opposizioni a presentare e far votare l’ordine del giorno che apre alla possibilità di un commissariamento della municipalizzata. Provvedimento che ha scatenato le ire del sindaco, cha ha visto nell’odg un attacco deliberato ad Atac e ai romani. “La Raggi non sa quello che dice. Parla di privatizzazione? Di regalare Atac ai privati? Forse ignora che la nomina di un commissario non corrisponde a una privatizzazione, perchè è un atto dello Stato. Ne ero convinto ai tempi in cui facevo l’assessore e lo rimango ora che faccio altro: Atac deve essere commissariata. O il commissario oppure il Campidoglio dovrà trovare nuove risorse. Che però al momento non ha”. 

 

Ma le  possibilità che ciò avvenga è assai remota, come fanno notare alcune fonti interpellate da Radiocolonna.it. E il motivo è semplice. Per procedere col commissariamento serve il benestare dell’azionista, cioè del Comune. Senza tale parere, niente amministrazione straordinaria. La conferma arriva dallo stesso Esposito. “Certo, noi nell’odg lo diciamo chiaramente. Si invita il governo a valutare, sulla base della richiesta dell’azionista, procedure straordinarie, proprio come prevede la Marzano“, la legge sulle ristrutturazioni industriali. Quindi quando la Raggi parla di “guerra ai privati” non sa nemmno “di cosa parla, visto che spetta a lei stessa chiedere o meno il commissariamento. Il nosro, in fin dei conti, è stato un suggerimento di una soluzione”. Certo, qualcuno gli occhi su Atac li ha messi davvero, come le Ferrovie. “Tendenzialmente sono contrario a un ingresso delle Fs, a meno che non partecipino ad una gara a evidenza pubblica”, afferma il parlamentare.

 

E alla domanda su cosa farebbe se fosse un domani nominato ai vertici della municipalizzata. “Caccerei innanzitutto tutti i dirigenti per sostituirli con quattro figure di alto mestiere. E poi andrei da Renzi a chiedere 500 milioni di euro per Atac. Ma la verità è che io ora faccio un altro mestiere”. (G.Z.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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