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Raggi taglia, Renzi latita: sale il rancore

Mef in ritardo, in arrivo una severa spending review su scuole e cultura

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di Redazione | 2016-11-26 7/11/2016 ore 9:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:42)

Via Taranto

Nei primi 150 giorni di governo della Capitale il sindaco Virginia Raggi e la sua giunta M5s si è fatta notare oltre che per le difficoltà di rinnovare i vertici delle municipalizzate, Ama e Atac, per i NO a vecchie “partite” dell’ Amministrazione, dalla partecipazione alle Olimpiadi, al prolungamento della Metro C all’aumento di capitale della Fiera di Roma.

 

Non sono mancate le critiche e le accuse di immobilismo di fronte a una città che raggiunge in questi giorni condizioni di degrado indegne per la sua storia e l’attrattiva turistica, che ancora regge. Non ci si interroga però sulla mancata risposta del Ministero dell’Economia alle richieste dell’Assessore al Bilancio riguardo alla formale autorizzazione a spendere 220 milioni, per chiudere il buco recentemente emerso fuori bilancio di 200 milioni.

 

Se mancasse l’ok del governo al cosiddetto “spazio di fatto” finanziario, che consente di evitare che i nuovi debiti si trasformino in un nuovo fardello, l’Assessore Andrea Manzillo dovrà chiedere ulteriori tagli e risparmi. Tanto più che il Campidoglio, piuttosto che far fronte alle spese urgenti che si sono accumulate negli anni, a partire dalla manutenzione delle strade in grande abbandono, al trasporto pubblico nel delirio, ai rifiuti mai gestiti, ha già in programma tagli nella scuola nella cultura, nel patrimonio e nel personale. 

 

Magari le forbici della Raggi potrebbero anche calare sulla Polizia municipale, già del tutto latitante di fronte alla trasgressione continua delle più elementari regole da parte di cittadini e turisti. Non c’è via del Centro senza auto in sosta selvaggia o lungo stazionamento di bus turistici, nonché indecente sporcizia qua e là, in ogni angolo, marciapiede, scalinata. La disattenzione del governo verso la richiesta dei 220 milioni di “spese” da accordare è emblematica e dovrebbe far riflettere i facili detrattori della nuova Amministrazione, che finanziariamente deve rispondere a precise compatibilità.

 

Infatti il presidente del Consiglio Matteo Renzi è il primo responsabile della grave mancanza di interventi sulla Capitale. Non è la paura dei “ladri”, di cui il leader ha ironicamente bollato i No della Raggi ad alcune iniziative, ma la mancanza delle risorse necessarie, tenuto conto che il Campidoglio ha già 85 miliardi di interessi da pagare su vecchi debiti. 

 

Uno Stato defilato, la mancanza di investimenti nelle infrastrutture basilari ( tombini = rovinosi allagamenti) e nei servizi essenziali, fa crescere l’insicurezza e il rancore sociale, nonostante i tanto discussi NO della Raggi, che hanno probabilmente evitato scandalosi profitti ai furbetti del solito “giro”. (Claudio Sonzogno)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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