torna su
24/09/2019
24/09/2019

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Il referendum, il “No” e le matite copiative

Un paese spaccato, che deve ripartire per l’ennesima volta cercando la serenità che manca da più di un decennio

Marco Scotti
di Marco Scotti | 2016-12-6 6/12/2016 ore 10:40

L’analisi del voto referendario è sempre un esercizio complesso: è un voto politico o un voto sul merito? In questo caso, la scelta è semplicissima: il referendum è stato vissuto come un semplice “voto” al governo Renzi. E la pagella recapitata a Palazzo Chigi è stata da bocciatura netta. Nessun debito a settembre, nessuno spiraglio: il premier toscano è stato respinto senza tanti preamboli.

Il problema è però doppio: da un lato, l’ex sindaco di Firenze deve prendersi una bella fetta di responsabilità e ammettere che l’aver privato il voto della sua valenza programmatica in merito alla Costituzione è stato un errore strategico da matita blu. Ma come: si chiamano gli italiani a votare e poi si dice loro che la riforma conta poco e che la vera domanda è sul gradimento al governo?

Dall’altro lato, però, non si può non segnalare un errore altrettanto grave da parte di quegli italiani che hanno usato il proprio voto come un’arma, per punire Renzi e il suo governo. Uno strumento fondamentale della vita civile come il voto non può essere utilizzato per mero calcolo, men che meno se ci si deve pronunciare sulla Costituzione, carta inviolabile e straordinaria che è nata da una sofferenza che – è l’augurio più sincero – nessuno dovrà più provare. L’errore più grave, poi, è quello di non considerare un orizzonte temporale più ampio. È vero, oggi si punisce Renzi e si sceglie di “mandarlo a casa”. Ma che cosa succede domani, con le banche che implodono, con l’Ue che chiede immediate correzioni alla Legge di Stabilità che prima era stata approvata? Si è scelto di dare una lezione a Renzi dimenticando che la bomba, a orologeria, era pronta a esploderci tra le mani, con una perdita di credibilità importante dopo un complicato lavoro per guadagnare importanza a livello continentale.

In mezzo a tutto questo, una penosa pantomima sulle matite copiative, a riprova che l’elettore medio italiano è profondamente “impreparato”. Così come patetici sono stati i discorsi post-elettorali. Vedere un leader politico che grida “ciaone” in televisione testimonia come, una volta di più, il problema italiano sia una classe politica non più ascrivibile alla categoria degli “ottimati”. Da questo punto di vista, infine, stupisce anche la posizione dei 5 Stelle che, annusata la situazione, sono pronti ad andare al voto con l’Italicum dopo averlo osteggiato per mesi. A riprova che a vincere, in questa consultazione, è il portafoglio e non l’interesse del paese.

Un’ultima notazione: se davvero molti di coloro che hanno optato per il “no” l’hanno fatto unicamente per togliere da Palazzo Chigi Renzi, ebbene, potrebbe esserci una brutta sorpresa per loro. Dall’Europa chiedono una rapida approvazione della Legge di Stabilità e lo stesso ha fatto il presidente Mattarella durante l’incontro con il premier uscente. Renzi potrebbe quindi concludere la sua esperienza con un autentico colpo di teatro: restare in sella fino a dopo Natale, approvando la manovra, e poi premere perché vengano indette nuove elezioni. E a quel punto il fronte del “no”, eterogeneo perché spazia dalla sinistra radicale fino alla destra estrema di Casa Pound che cosa farebbe? Siamo davvero sicuri che, con questa legge elettorale, sarebbe il Movimento 5 Stelle a prevalere? E, se anche così fosse, dal momento che è stata bocciata la riforma del Senato, come verrebbero approvate le leggi e con quale maggioranza? Si rischierebbe una nuova paralisi istituzionale. A meno che il 40% di elettori che ha scelto il “sì” non sia interamente a favore di Renzi. E allora, in quel caso, sarebbe ancora una volta l’ex sindaco di Firenze a prevalere. La partita è aperta.

Stampa

A proposito dell'autore

Marco Scotti
255 articoli

Giornalista professionista. Ha collaborato con Liberal, Il Ghirlandaio, Affari Italiani, Il Sole 24 Ore, il Gruppo Class e La Sicilia. Ha pubblicato con Lantana "Codice Amazon"

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014