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Milano-Roma: Sala torna sindaco, Raggi sballa i conti

Dopo la tempesta i due amministratori tornano al lavoro in due città agli antipodi. La responsabilità del governo nella crisi di Roma Capitale.

Claudio Sonzogno
di Claudio Sonzogno | 2016-12-21 21/12/2016 ore 12:02

Certo della sua innocenza Beppe Sala ritorna fra gli applausi a fare il sindaco di Milano. Lo annuncia lui stesso su Facebook dopo aver chiarito tramite i suoi legali l’indagine sul suo conto, che comunque resta, e l’inesistenza di altri capi di imputazione. Virginia Raggi, invece, già rea di aver sbagliato la scelta di alcuni collaboratori, dopo il minirimpasto che ha portato al cambio del Vice sindaco e a un nuovo assessore all’ambiente, è colpita da un altro strale: la bocciatura del bilancio comunale triennale da parte dell’organo di revisione perché mancano coperture credibili alla spesa. Di nuovo si è scatenata la stampa che gli imputa la responsabilità di aver scelto un assessore al bilancio non all’altezza del compito.

Sergio Rizzo, capo della cronaca romana del Corriere della Sera, sul settimanale allegato “Sette” si è impegnato a confrontare progetti, trasporti e investimenti pubblici di Milano con Roma. E ne esce naturalmente una Capitale che è immobile e perde soldi, mentre Milano sta vincendo le sfide del momento, a partire da un intelligente e valido sviluppo immobiliare.

Così la sfida dei Cinquestelle, che devono render conto della promessa elettorale di riuscire ad arginare il declino in cui è sprofondata Roma con le precedenti amministrazioni, sembra sul punto di fallire. Ritorna infatti l’ombra di un nuovo commissariamento, se il governo, come avvenne invece con Marino, non approverà un decreto salva-Roma in grado di coprire i buchi più vistosi del bilancio.

Sulla base dei debiti, delle scarse entrate e delle ingenti spese è quanto mai difficile che entro la scadenza del febbraio prossimo si possa trovare un equilibrio credibile al nuovo bilancio che l’amministrazione deve ora provare a rifare. Sarebbe il triste epilogo di Virginia Raggi- sindaco, che si è dimostrata spavalda verso l’esterno e la stampa, ma troppo timida nei confronti della forte burocrazia del Campidoglio, diventando facile vittima del sottobosco di potere che si vanta di controllare tutto e di poter sempre vincere. Come ha sottilmente argomentato Franco Bechis nel suo blog “L’Imbeccata”, titolando “Cari grillini, imparate a vedere la realtà e a farne tesoro”.

E la realtà per Virginia Raggi è piena di insidie: dai mega-problemi quali trasporti-rifiuti-strade, agli assetti di potere ben stratificati, alle finanze allo sbando. Si tratta di enormi ostacoli che è impossibile superare con i mini-piani dei vari assessorati, messi a punto con le scarsissime risorse a disposizione. Per arrestare il declino e cominciare una ripresa la Capitale ha bisogno di un grande progetto a 30-50 anni, in grado di coinvolgere governo e cittadini, come ha fatto il sindaco di Londra.

Certo così non si riempiono subito le buche che sembrano crateri e non si moltiplicano gli autobus per il trasposto pubblico, ma solo la capacità di dare la prospettiva di un grande futuro potrebbe fare il miracolo di coinvolgere lo Stato, e unire un popolo, romani in prima fila , che più individualista e opportunista non si può. Capace persino di listare a lutto i negozi per protestare contro il degrado, ma poi pronti a farsi coinvolgere in mille compromessi e complicità.

Il cosiddetto “Patto per Roma”, come è stato fino ad ora istruito, può solo trovare i mezzi finanziari necessari per tamponare le falle delle vecchie amministrazioni. Ma per una città con storia, grandi bellezze e attrattive turistiche come Roma non può essere semplicemente amministrato il presente, è doverosa un’iniezione di soldi e di innovazione. Per il governo la Capitale vale meno di un salvataggio di banche, per di più con un incertissimo futuro, per le quali sono pronti 20 miliardi di euro di maggior debito pubblico? Provi il suo sindaco a chiederlo al capo del nuovo governo di “responsabilità”.

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A proposito dell'autore

Claudio Sonzogno
158 articoli

Giornalista professionista dal 1969, ha diretto agenzie di stampa nazionali dal 1972 al 2011. Da Direttore dell'Agenzia finanziaria Radiocor e dell'Agenzia Giornali Associati, AGA, a Direttore dell'Asca, la prima agenzia italiana su Internet. Dal 2009 al 2011 Direttore dell'Agenzia APCOM/TMnews, oggi Askanews, innovativa nelle videonews. Ha collaborato con L'Espresso. Opinionista per i Gr della Rai, ha partecipato a programmi di economia. Scrive per "Prima Comunicazione".

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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