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ATAC vuole distruggere il treno del Duce: ira (e ironia) dei pendolari

La carrozza era stata utilizzata per inaugurare la Roma-Viterbo. Ma l’ATAC precisa: nessuna intenzione di demolirlo

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2016-12-28 28/12/2016 ore 12:09

Il treno con cui Benito Mussolini nel 1932 ha inaugurato la tratta Roma-Viterbo forse verrà distrutto. Un fulmine a ciel sereno in una fase dove le gesta della municipalizzata romana entrano quotidianamente nel bestiario cittadino. Atac avrebbe deciso di liberarsi dell’ ’ingombrante’ patrimonio storico di vagoni e pezzi da museo ferroviario abbandonati in depositi e rimesse. Una decisione maturata in silenzio, lontano dai riflettori, con l’approvazione della Regione Lazio e della Soprintendenza, che ha tolto il vincolo storico a beni considerati eccessivamente usurati e quindi irrecuperabili.

 

L’iter è iniziato nel 2014 con un bando nato per smaltire – alla stregua di rifiuti tossici – quasi 40 vagoni e matrici storiche risalenti ai primi tre decenni del Novecento. Oggi tutto è pronto per la distruzione del patrimonio archeologico ferroviario, al punto che è già stata selezionata la ditta: la Cofermet di Napoli. Sconcerto e rabbia tra i pendolari della Roma-Viterbo, spesso attenti a divulgare e a difendere la storia della linea. E oggi sconcertati di fronte al tentativo di demolire proprio quella storia che è rimasto l’unico patrimonio di una linea che si trova in uno stato di crisi permanente.

“In ATAC c’è una strana concezione d’intralcio – racconta a Radiocolonna la gallerista e pendolare Tiziana Todi – i vagoni storici ingombrano e i bus 117 e 119, senza batteria e lasciati nei depositi, no?”. La perplessità dei pendolari riguarda essenzialmente due questioni: perché non valorizzare i convogli in un contesto museale? Come si fa ad assolvere la municipalizzata, visto che il vincolo storico è venuto meno a causa dell’incuria perpetrata proprio dall’ATAC?

 

Non tutti i pendolari però avranno nostalgia del vagone del Duce. “Molti viaggiatori sono preoccupati per i vagoni attuali, non per la carrozza 59 di Mussolini – racconta Johnny Del Buono, storico pendolare – non vorrei si tratti di semplice strumentalizzazione politica”.

Secondo il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, potrebbe essere una tattica utilizzata da ATAC per attirare l’attenzione di Comune e Regione sui problemi gestionali dell’azienda.

“Non si sono ragioni politiche, quel treno è parte integrante della storia della Roma-Viterbo – spiega a Radiocolonna Fabrizio Bonanni del comitato – non so che diritto abbia ATAC di distruggere un bene che non appartiene a lei ma alla collettività”.

Visti i disagi quotidiani della linea, Bonanni si sente di dare un consiglio all’azienda del trasporto pubblico. “Dicono che prima del 2020 sulla Roma–Viterbo non ci saranno nuovi treni – scherza il pendolare – fossi in ATAC quelle carrozze non le distruggerei, un giorno potrebbero servirci”.

 

Nel pomeriggio un comunicato della municipalizzata ha smentito le voci e confermato l’impegno dei vertici aziendali a trovare una soluzione positiva per la storica Carrozza 59

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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