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Sky, la stampa va all’attacco sul riassetto

​La Fnsi, Zappia rispetti le regole. Asr chiede l’intervento di Raggi e Zingaretti​

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2017-01-18 18/01/2017 ore 18:00

Un sede Sky

Si alza il livello dello scontro sulla riorganizzazione di Sky Italia, dopo che l’ad Andrea Zappia ha annunciato riguardo alla sola sede di Roma 120 esuberi e il trasferimento di 300 unità a Milano, su un totale di 500 lavoratori. In pratica il quasi totale smantellamento del presidio romano del gruppo di Rupert Murdoch.

In campo sono scesi i sindacati della stampa, dei lavoratori e anche l’associazione della stampa romana (Asr). Cominciando da quest’ultima, ha definito in una nota la mossa di Sky “un fulmine a ciel sereno in una realtà editoriale inserita in un solido contesto internazionale e che non presenta perdite di bilancio”. L’associazione ha aspramente criticato la gestione del riassetto da parte di Sky Italia. “Si sposta tutto a Milano. Si chiude Roma con eccezione dei presidi istituzionali. Si fa largo la parola e la pratica degli esuberi. Il tutto avendo convocato ieri le sigle nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil ma senza analoga richiesta avanzata alla Federazione della Stampa“. Di qui un accorato appello al sindaco di Roma, Virginia Raggi e al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, affinchè intervengano subito “evitando la marginalizzazione industriale di Roma”.

Ad alzare la voce anche la Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti, che ha spostato l’attenzione su un’altra questione, quella del rispetto delle regole in materia di ristrutturazioni da parte della media company. “Ha ragione l’amministratore delegato di Sky, Zappia: in Italia ci sono regole obsolete. Soltanto in Italia, infatti, viene consentito ad un operatore come Sky di operare nel mercato della raccolta pubblicitaria, sostanzialmente senza limiti, sottraendo risorse agli altri operatori della radiotelevisione e alla carta stampata”, afferma un po’ sarcastica la Fnsi. Tuttavia il manager “deve però prendere atto che, soprattutto in tema di esuberi e trasferimenti di personale, le regole ci sono e che è intenzione della Fnsi farle rispettare in ogni sede, anche con l’assistenza dei propri legali”. Dunque, la federazione è pronta ad alzare le barricate per impedire un aggiramento delle tutele dei lavoratori oggetto degli esuberi da parte dell’azienda.

In campo sono scesi infine anche i giornalisti della Rai, riuniti nell’Usingrai.  “L’annuncio degli esuberi e dei trasferimenti”, ha scrito il segretario Vittorio Di Trapani, “è incomprensibile, quanto grave. Una decisione del genere deve essere giustificata da motivazioni economiche molto chiare e inconfutabili. L’impressione è che in realtà sia solo l’ennesima prova di forza contro i lavoratori e i sindacati. Non a caso l’ad di Sky ha ritirato fuori il trito e ritrito presunto problema di regole obsolete”.

Nel pomeriggio si è poi riunito il Cdr di Sky Tg, per fare il punto della situazione in vista dell’avvio delle trattative con il management dell’azienda. “Il Comitato di redazione esprime preoccupazione per le ricadute occupazionali e per l’impatto sulla vita di centinaia di colleghi e delle loro famiglie. Abbiamo espresso all’azienda la nostra contrarietà ad un trasferimento che sradica un telegiornale che fin dalla prima edizione nel 2003 va in onda da Roma e che, nella Capitale, ha costruito la sua credibilità dimostrando di essere un protagonista del panorama informativo italiano”.

Nel frattempo emergono nuovi dettagli sul riassetto in Italia deciso dalla media company. Per la sede di Milano Zappia ha “comunicato un esubero complessivo di circa di 80 lavoratori legati alle aree Finance e Controllo Qualità di Service & Delivery e ulteriori strutture che verranno comunicate”, mentre per quella di  Cagliari l’ad avrebbe previsto  “il trasferimento per circa 10 lavoratori”.

In una comunicazione interna ai dipendenti Zappia ha infine spiegato parte delle ragioni che hanno spinto Sky a riorganizzarsi. “Il lungo ciclo di investimenti che ha interessato sin dalla nascita di Sky Italia la sede di Roma, facendo in particolare di Sky Tg24 un punto di riferimento per gli italiani, oggi richiederebbe una ulteriore incisiva ripartenza. Considerati gli ingenti investimenti che l’azienda ha già realizzato a Milano, oggi polo tecnologico all’avanguardia a livello internazionale e su cui il gruppo ha deciso di puntare anche per i prossimi anni, appare chiaro che non è più sostenibile mantenere la nostra presenza a Roma nelle dimensioni attuali”.

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A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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