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Influenza, al top a Roma. Superlavoro per i medici

La Fimmg: richieste di intervento aumentate. Pronto soccorso affollati soprattutto per le complicanze degli over 70. Il ceppo dell’influenza è mutato

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di Alg | 2017-01-24 24/01/2017 ore 6:30

(Immagine di repertorio)

A Roma e nel Lazio in questa settimana ci sarà il picco di casi di influenza. Almeno così prevedono gli esperti, e probabilmente sarà superata quota 100 mila. Sono già tre settimane che il Lazio si pone in cima a un’ideale classifica per numero di malati, con oltre 14 casi ogni mille abitanti. Come al solito, i più colpiti sono i bambini sotto i 4 anni. Infatti, in questa fascia di età si è ammalato un bambino su tre. Segue la fascia tra i 5 e i 14 anni. Le complicazioni però questa volta hanno colpito in modo più pesante gli anziani.

Ad ammalarsi, ci dicono dall’Istituto Superiore di Sanità, sono state anche persone che hanno fatto il vaccino. E se tra i più i piccoli la cosa si è risolta con un po’ di tachipirina e qualche giorno a casa, tra gli over 70 questo ha significato un aumento dei ricoveri, soprattutto per insufficienza cardiaca o respiratoria.

“Noi medici di famiglia siamo sotto pressione – dice il segretario dei medici di famiglia di Roma (Fimmg) Pier Luigi Bartoletti – Mediamente in questo periodo ogni giorno abbiamo registrato 40-50 accessi in più alle nostre strutture, a cui si devono aggiungere una ventina di telefonate al giorno. Il carico di lavoro è stato ed è notevole”.

I medici di famiglia sono presenti anche in 18 poliambulatori attivati dalla Regione Lazio e dislocati in tutta la citta, alcuni aperti pure sabato e domenica. C’è stata la mutazione di un ceppo, e questo ha fatto crescere in modo esponenziale i casi, che continuano ad aumentare, a differenza del resto d’Europa. La vaccinazione quindi ha avuto effetto molto limitato.

L’influenza è arrivata durante le feste di Natale, quando molti studi di medici di famiglia erano chiusi – dice Bartoletti – Ma la nostra rete di poliambulatori ha limitato il carico sui pronti soccorso, che altrimenti sarebbero andati ancora più in sofferenza di quanto non lo siano in questi giorni. Vediamo se nei prossimi giorni arriverà un altro ceppo di influenza, il B”.

Ciononostante anche per i pronto soccorso della Capitale il lavoro è tutt’ora notevole. Basta dire che ieri tra Umberto I, Gemelli, Tor Vergata, S. Camillo, c’erano 500 persone a fine mattinata, di cui circa il 30% con malattie legate all’influenza, la maggior parte dei quali, appunto, anziani.

Ieri il consigliere regionale di Fdi, Fabrizio Santori, su Facebook ha denunciato che dopo “un sopralluogo presso l’ospedale Sant’Andrea a Roma”  è stato “verificato l’ormai nota e gravissima situazione del pronto soccorso, dove i pazienti sono sulle barelle delle ambulanze e lasciati lungo i corridoi, alcuni quasi ad altezza terra, senza rispetto della privacy e in totale promiscuità”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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