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San Camillo, servizi a rischio. Pronto lo sciopero

L’ospedale romano è al collasso. La denuncia della Fials: “Mancato rispetto del contratto, personale medico e infermieristico insufficiente”

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di Redazione | 2017-01-30 30/01/2017 ore 12:49

Da roma.corriere.it

 

«Sono troppe a oggi le inadempienze sanitarie, contrattuali e assistenziali che abbiamo rilevato nella gestione dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini. Parecchie di queste, mettono a rischio i servizi minimi ed essenziali di assistenza: motivo che ci induce a proclamare lo stato d’agitazione e uno sciopero». È quanto riporta una nota della segreteria provinciale Fials di Roma che ha comunicato l’avvio della vertenza alla commissione di Garanzia dei servizi pubblici essenziali e all’assessorato della Sanità della Regione Lazio.

È ciclico l’allarme sulla mancanza di servizi minimi prestati ai pazienti del San Camillo, uno dei più noti ospedali della Capitale. L’ultimo, di qualche settimana fa, era proprio relativo all’utilizzo delle ambulanze per tamponare la mancanza di letti che come conseguenza ebbe l’intervento dei carabinieri dei Nas in ospedale a verificare la denuncia partita dal sindacato degli infermieri Nursind.

Le inadempienze denunciate dai sindacati sono state raccolte in un report presentato al prefetto di Roma, Paola Basilone. «Stiamo chiedendo che la Regione e l’azienda ospedaliera si adoperino affinché venga messo in atto un processo per la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di nuovo personale (medico, infermieristico, tecnico, Oss e amministrativo) e la messa a norma delle strutture per fare fronte alla carenza di sicurezza in tutto il perimetro ospedaliero.

E ancora – si legge nella nota – che venga garantito il rispetto dei livelli essenziali di assistenza (Lea) in violazione anche della mansione specifica, che venga messo fine all’iper-affollamento del Pronto soccorso così da evitare, una volta per tutte il ricovero quotidiano dei pazienti nei corridoi dei reparti di medicina e sempre più spesso, negli ultimi tempi anche di ricoveri per giorni di pazienti nelle camere operatorie. Inoltre, «chiediamo espressamente che venga ripristinato il numero iniziale dei posti letto di Terapia intensiva».

«Quanto agli stessi operatori sanitari la Regione Lazio e la direzione aziendale si devono fare carico delle problematiche indotte dal mancato rispetto del decreto legislativo 66/2003 in merito a orari e pause di lavoro, del mancato rispetto del Contratto collettivo integrativo aziendale sull’orario di lavoro, reperibilità, mobilità interna e non ultimo, del mancato rispetto dell’accordo aziendale erogazione fascia economica». E la nota Fials conclude: «Diversamente per opporci al perpetrarsi di questa gravissima situazione, prossimamente, verranno proclamati uno o più giorni di sciopero che verranno preannunciati per non creare ulteriori disagi agli assistiti presso il nosocomio e ai cittadini tutti».

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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