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Stazione di Vigna Clara, il TAR rimanda la decisione: residenti divisi

Problemi reali di sicurezza o inutili lungaggini amministrative?

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-01-31 30/01/2017 ore 9:00
(ultimo aggiornamento il 31 Gennaio 2017 alle ore 15:40)

La storia infinita della Stazione di Vigna Clara. Bisogna scomodare il cinema per capire le dinamiche che riguardano la linea di Roma Nord inaugurata in occasione dei Mondiali di calcio del 1990. Un destino beffardo quello della Stazione di Vigna Clara, aperta solo otto giorni per poi essere inghiottita nelle maglie dei ricorsi e della giustizia amministrativa.

Il principale oggetto del contendere è la galleria Cassia-Monte Mario, un’opera sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per quanto riguarda le autorizzazioni e le verifiche sulla messa in sicurezza, iniziata nel 2003. Dopo anni di travagli e carte bollate, la riapertura era prevista a giugno 2016 ma a poche settimane dall’inaugurazione un ricorso di alcuni residenti di Fleming – datato 2002 – ne ha ritardato l’apertura nonostante i lavori fossero ultimati. Qualche giorno fa l’ennesimo colpo di scena. A tre mesi esatti dall’ultima udienza pubblica, il TAR del Lazio ha emesso una sentenza ‘non definitiva’ riferita ai ricorsi presentati nel 2002 e nel 2015: tutto rimandato al 25 ottobre 2017.

La vicenda ha spaccato in due i residenti, divisi tra coloro che vedono nell’opera una salvezza per la viabilità di Roma Nord e quelli che hanno timori legati alla sicurezza. Alcuni di loro hanno affidato al portale Vigna Clara Blog le proprie paure e recriminazioni.

“Se abitaste in un palazzo le cui fondamenta si trovano a 3 metri di distanza dai binari forse la pensereste diversamente – racconta Francesca – Il quartiere è certamente servito male ma la sicurezza deve essere la prima cosa”.

In disaccordo Fabio, secondo cui “la linea è stata rifatta con tappetini anti vibrazione e i treni di adesso sono diversi da quelli che transitavano nei decenni scorsi”. A rincarare la dose ci pensa invece Alex, un altro residente, secondo cui “i binari c’erano prima che venissero costruiti i palazzi. Bisognava pensare a costruire in sicurezza prima le case della stazione”.

 

Insomma, il tema spacca in due i residenti che in larga parte sono estenuati da questa saga senza fine. E da qui a ottobre non mancheranno ulteriori veleni e frizioni.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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