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Ritorna la nenia del “tanto peggio tanto meglio”

I cortei di sabato si sono rivelati una normale dimostrazione di dissenso, senza alcuno scontro con la polizia né devastazione ai negozi. E allora perché c’è chi si lamenta?

Marco Scotti
di Marco Scotti | 2017-03-27 27/03/2017 ore 10:24

L’allerta a Roma per i cortei di sabato era talmente alta che la certezza che qualcosa sarebbe andato storto si era insinuata nella cittadinanza. Negozi chiusi, perché sicuramente si vorranno sfasciare le vetrine; monumenti deserti, perché quelle “bestie” sicuramente deturperanno tutto; strade vuote, che la macchina è meglio tenerla a casa, al sicuro. E invece non è successo niente di tutto ciò e i cortei che hanno animato Roma si sono dimostrati una semplice dimostrazione di dissenso verso le politiche europee. Un sollievo e anche un ottimo lavoro svolto dalle forze dell’ordine.

 

In un paese normale, probabilmente, l’articolo si sarebbe chiuso qui. Invece no: bisogna registrare il malcontento di almeno due categorie. La prima è quella dei negozianti che, dopo aver deciso di chiudere spontaneamente sabato perché terrorizzati dai cortei, oggi chiedono come mia abbiano deciso per la serrata se le manifestazioni erano così pacifiche. E invece che prendersela con se stessi, si rivolgono alle istituzioni, colpevoli di aver ingigantito il fenomeno e aver fatto perdere loro i guadagni di una giornata. Già, perché il problema non è tanto il sollievo per le vetrine salve, ma i mancati introiti.

 

La seconda categoria che è rimasta “scornata” è quella dei giornalisti, che già speravano di poter raccontare una vicenda drammatica in cui la cronaca nera si sarebbe potuta mischiare ai triti richiami alle istituzioni assenti incapaci di tutelare i cittadini. E invece niente di tutto ciò. L’unico momento di tensione si è avuto con il blocco dei tre pullman a Tor Cervara, non esattamente un’emergenza.

 

Il problema è che il lamento, il “tanto peggio tanto meglio” rimane lo sport preferito dagli italiani. Che prima si strappano le vesti per eventi ancora tutti da definire, poi si lamentano perché le catastrofi che si attendevano non si sono verificate. E pazienza se la città è salva, le vetrine pure e le forze dell’ordine hanno fatto un ottimo lavoro: vuoi mettere il divertimento del basso continuo della rimostranza?

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A proposito dell'autore

Marco Scotti
255 articoli

Giornalista professionista. Ha collaborato con Liberal, Il Ghirlandaio, Affari Italiani, Il Sole 24 Ore, il Gruppo Class e La Sicilia. Ha pubblicato con Lantana "Codice Amazon"

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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