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La burocrazia blocca il centro per atleti paralimpici

Sarebbe stato pronto già da settembre, ma cavilli impediscono l’agibilità. L’allarme di Pancalli: “Si spendono 300mila euro in manutenzione”

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di Redazione | 2017-04-20 20/04/2017 ore 12:01

Mauro Favale per La Repubblica Roma

 

La piscina olimpionica è già piena d’acqua, il forte odore di cloro si sente in tutto l’impianto ma sulle pareti iniziano a intravedersi le prime macchie di muffa. Negli uffici che ospiteranno le varie federazioni, le scrivanie sono vuote e sulle sedie c’è ancora il cellophane per evitare che si accumuli la polvere. La pista d’atletica e il campo di calcio regolamentare, invece, sono perfetti, così come i campi da tennis. D’altra parte nell’area del Tre Fontane, all’Eur, a due passi dal Luneur, dove sorgerà la Cittadella dello sport Paralimpico, è tutto pronto dal 5 settembre 2016.

 

Come spesso accade in Italia, però, da 7 mesi è anche tutto fermo, bloccato da un conflitto tra Roma capitale e Eur Spa che da Roma capitale è partecipata al 10% (il resto è del Ministero dell’Economia), comproprietaria dell’area su cui sorge la struttura per il 49%. Il Cip, il comitato paralimpico che ha avuto (dal Campidoglio, nel 2006) la concessione per realizzare questa struttura su 7 ettari unica in Italia, sta spendendo 300 mila euro tra vigilanza e manutenzione di un impianto che, nelle intenzioni del presidente Luca Pancalli, avrebbe dovuto aprire dopo le Paralimpiadi di Rio, dove gli atleti italiani hanno conquistato 39 medaglie.

 

Un bel volano per quello che Pancalli definisce «un sogno per tantissimi giovani». Finora sono stati spesi 15,7 milioni di euro per la piscina, una pista di atletica, un campo di calcio a 11, tre di calcio a 5, 4 campi da tennis, più fabbricati per uffici, spogliatoi e zona ristoro. Altri 6,5 sono stati stanziati dal Cipe per un palazzetto polifunzionale e una foresteria per ospitare la fase riabilitativa di persone con disabilità. Per partire con la seconda tranche di lavori, però, si attende lo sblocco del contenzioso tra Comune e Eur spa che solo nel 2013, a 7 anni dalla concessione al Cip, ha rivendicato la comproprietà dell’area. Ostacoli burocratici che non hanno impedito di ultimare i lavori ma frenano l’apertura dell’impianto.

 

Per l’assessore allo sport del Campidoglio, Daniele Frongia, «la cittadella deve aprire il prima possibile. Eur spa faccia la sua parte». La vicenda, però, si inserisce in un contenzioso più ampio che riguarda “l’accordo di programma” tra i due enti sulla gestione di immobili e terreni. Eur spa potrebbe ora quantificare il suo 49% prima di cederlo a Roma capitale ma, appunto, nell’ambito di un’intesa complessiva. E così, di mezzo ci va l’impianto paralimpico, col rischio di un intervento a breve della Corte dei conti. Una classica storia italiana.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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