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Migranti: a Roma 364mila, niente “invasione” di islamici

Dossier statistico Idos. Nell’area metropolitana gli stranieri aumentati dell’1%, ma l’incremento è un terzo di quello del 2014. In testa i romeni, molti cristiani

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di Alg | 2017-05-25 25/05/2017 ore 10:00

immigrati

Altro che invasione. Il numero dei migranti Roma si mantiene in sostanza stabile. Nella Capitale ce ne sono 364 mila, con un’incidenza del 12,7% rispetto alla presenza su tutto il territorio nazionale. Lo afferma il dossier statistico Idos.

In tutta la città metropolitana gli stranieri sono poco più di 529 mila, la prima provincia a livello italiano. Ed è vero  che nel 2015 in quest’area i migranti sono aumentati dell’1% ma l’incremento è stato tre volte inferiore rispetto al 2014.

Poco meno della metà dei residenti stranieri è europeo (163.469: 44,9%); subito dopo vengono gli asiatici, che nel 2015 risultano in crescita (119.265: 32,7%), gli africani, che invece regi st strano un calo del 5,5% (42.466, pari all’11,6%), gli americani (38.988: 10,7%) e gli originari dell’Oceania (255: 0,1%). Il 74,8% degli europei è composto da cittadini comunitari, soprattutto dai romeni (88.771) che da soli sono un quarto dei residenti stranieri a Roma (24,3%).

 Tra gli europei non comunitari, invece, i più numerosi sono gli ucraini (14.426), che hanno superato i polacchi (12.381). Tra gli asiatici, tre collettività continuano a rappresentarne il 73%: filippini (40.919), bangladesi (28.951) e cinesi (17.304). Questi ultimi registrano l’incremento annuo più alto tra gli asiatici (+7,6%), seguiti dagli indiani (+6,4%). Tra gli africani, prevalgono gli egiziani (10.493); tra gli americani, i peruviani (13.784) e gli ecuadoriani (8.217), seppure in calo rispetto al 2014 (-3,4% e -1,6%).

Più di un terzo dei residenti stranieri vive in tre municipi di Roma (I, VI e V).

Tanti, troppi islamici? No. Nel Lazio il 67,3% degli immigrati è di tradizione cristiana, il 19,5% musulmana, il 3,9% induista. In risposta a tale complessità, nel 2016 il Tavolo interreligioso e la Asl Roma 1 hanno firmato un Protocollo per realizzare in uno dei presidi ospedalieri dell’Azienda uno spazio di preghiera e raccoglimento dedicato a tutte le religioni.

Il lavoro dà segnali contraddittori. Tanto che sono calati i permessi per lavoro (circa 25mila in meno). Ma anche nel 2015 le imprese condotte da migranti sono cresciute: +4,7% sia in regione sia nella Città Metropolitana, +4,0% nel Comune di Roma. Rispetto al totale nazionale, la Capitale ne assorbe l’8,4%, la Città Metropolitana il 10,9% (a fronte dell’8,9% della provincia milanese), il Lazio il 12,8% (a fronte del 19,0% della Lombardia).  Gli immigrati lavorano per oltre l’84% nel settore dei servizi.

Roma è anche accoglienza. Dal 2014 anche la Capitale aderisce allo Sprar, il sistema per i rifugiati, con 3.162 posti, 51 progetti e 18 enti attuatori. A fine 2016 i posti operanti sono però 2.769, per la chiusura di alcuni progetti ritenuti non idonei o non più avviati. Discorso diverso per i Cie e i Cara.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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