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E’ caos Eliseo. Padoan: Governo contrario a fondi

Proteste su emendamento che raddoppia i contributi al teatro di via Nazionale da 2 a 4 mln estendendolo anche al 2018. Sagis e Federvivo: perchè tanti soldi a un privato? M5S: pagina nera, merito calpestato

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di G.I. | 2017-05-31 30/05/2017 ore 22:20
(ultimo aggiornamento il 31 Maggio 2017 alle ore 12:41)

Il Teatro Piccolo Eliseo in via Nazionale

Ora “contributi straordinari a tutti”. Ha fatto scalpore perchè sulla sua votazione il governo è andato sotto e ora rischia di scatenare una guerra dei teatri il cosiddetto emendamento Eliseo, il provvedimento aggiunto in corsa ieri alla Camera, con l’ok della commissione Bilancio, alla manovrina bis. Pietra dello scandalo i molti soldi (in tutto sono 8 milioni di euro divisi tra il 2017 e il 2018) concessi in aiuto all’Eliseo, storico teatro romano gestito dall’attore ed ex parlamentare Luca Barbareschi, che ne è anche direttore artistico. Un provvedimento “inopportuno e iniquo” denunciano le associazioni di categoria Agis e Federvivo, che chiedono al Parlamento di rimediare. Mentre i teatri italiani riuniti ricordano al ministro dell’economia Padoan: “diritti e doveri devono essere uguali per tutti”.

“Le larghe intese Pd-Fi significano fregarsene dei più elementari principi di trasparenza e dare un calcio alla meritocrazia e alla programmazione. Il caso del teatro Eliseo e dei fondi – quadruplicati – a esso destinati per i prossimi due anni è una pagina nera per la cultura italiana che sancisce il trionfo della contrattazione individuale” hanno scritto in una nota i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato.  “Gli emendamenti Giorgetti e Boccadutri – proseguono – calpestano e svuotano di credibilità la riforma del codice dell spettacolo dal vivo, all’esame del Senato, che prevede l’introduzione di criteri stringenti per ottenere fondi. Tra l’altro abbiamo assistito a un balletto penoso da parte del governo che, normalmente, tiene il Parlamento al guinzaglio e lo comanda a bacchetta. In questa occasione, invece, l’esecutivo finge di essere contrario alla norma pro Eliseo e, per una volta, si piega alla volontà del Parlamento. Una messinscena – concludono – alla quale non crede nessuno: l’operazione è stata chiaramente condivisa e a tutte quelle realtà del mondo della cultura che sottostanno alle regole non resta che subire questo sorpasso a destra”.

Minato da un profondo rosso nei conti, l’Eliseo, che è privato e che compie 100 anni nel 2018, è da mesi alla ricerca di fondi. Un primo tentativo di ottenere per legge un contributo statale straordinario era fallito alla fine di gennaio, con un emendamento Pd al milleproroghe ritirato dopo le proteste. A marzo Barbareschi annunciò la chiusura imminente del teatro accusando Franceschini di non aver rispettato i patti. Il ministro rispose ricordando le regole: il sostegno alla prosa “avviene tramite l’approvazione di progetti triennali”. Un mese dopo nella manovra correttiva arrivò invece il finanziamento straordinario, 2 milioni di euro per il centenario.

Ieri, con la manovra bis, l’ok a due emendamenti (uno di Forza Italia l’altro del Pd) che aumentano il contributo da 2 a 4 milioni estendendolo anche al 2018. Per il mondo del teatro, da anni afflitto da crisi economica e tagli, è uno schiaffo irricevibile. Con i soldi garantiti dal Parlamento, fanno notare in una lettera aperta a Padoan i teatri riuniti, “l’Eliseo diventa il teatro più finanziato d’Italia” superando anche il Piccolo di Milano. Quello che brucia di più è che al teatro di Barbareschi sia arrivato un aiuto fuori dal Fondo Unico dello Spettacolo, l’organismo statale che ogni anno elargisce l’aiuto pubblico a teatri, orchestre, cinema, fondazioni liriche. Nel 2017 la somma da ripartire è stata di 333,7 milioni. La percentuale destinata ai teatri (20,28%) è di 67,6 milioni di euro. Anche l’Eliseo è stato in passato aiutato dal Fus: nel 2016, ricordano i Teatri, ha avuto soldi dal ministero, attraverso il Fus (514.831 euro) e da un fondo integrativo (250 mila); altri soldi sono arrivati da Regione Lazio (300 mila) e Comune di Roma (100 mila). Ora arrivano 8 milioni di euro dalla manovra. Ma quali sono, si chiedono i teatri, “i criteri e i requisiti” per ottenere dallo Stato un aiuto cosi’ importante? Se davvero si sono trovate coperture economiche integrative, propongono le associazioni, “che si facciano convergere in modo strutturale nel Fus garantendo competitività e trasparenza attraverso regole che valgano per tutti”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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