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Migranti, Di Maio: emergenza c’è, Minniti fuori dal mondo

Dopo la lettera con cui Virginia Raggi ha chiesto alla Prefettura di limitare gli arrivi di migranti nella Capitale, il Viminale fa sapere che Roma deve fare la sua parte e accoglierne altri 2mila. Anci, dirottare flussi su comuni che accolgono meno

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di Giusy Iorlano | 2017-06-14 14/06/2017 ore 15:07

Sul tema dei migranti il Movimento cinque stelle va alla battaglia: l’emergenza c’è eccome e se Minniti o il Pd non la riconoscono “sono fuori dal mondo”. E’ il vice presidente della Camera ed esponente di spicco dei Cinquestelle Luigi Di Maio a difendere e a rilanciare la posizione presa ieri dal leader Beppe Grillo e dalla stessa sindaca di Roma Virginia Raggi con lo stop all’accoglienza a nuovi migranti a Roma, a cui il Viminale ha invece chiesto di continuare a fare il proprio dovere. “Minniti non ha capito in che paese sta – attacca Di Maio – c’è una seria emergenza, ci deve dare una mano e se dice il contrario è fuori dal mondo, lui, il Pd e il Governo”.

Dal Viminale, infatti hanno risposto alla sindaca che la Capitale può accogliere altri duemila migranti. Attualmente sono 8.600 i migranti che vengono ospitati in 70 strutture a Roma e Provincia, ma a questi se ne aggiungono molti che arrivano nella Capitale da soli. Secondo Baobab Experience “sono circa 500 i nuovi arrivi di migranti al mese che transitano nella Capitale”. “Riteniamo che il fenomeno sia in aumento rispetto agli anni scorsi, ma abbiamo più difficoltà a mapparlo visti i continui sgomberi del nostro presidio”, afferma il coordinatore di Baobab Experience Andrea Costa.

“Quando il numero dei migranti accolti in una città che ha aderito allo Sprar, o è sede di un Cas o di un Cara, supera la quota stabilita dall’accordo tra Anci e Viminale i flussi vanno dirottati sui territori che accolgono meno. Le prefetture devono rispettare gli impegni
presi”. Ha affermato il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro aggiungendo che “molte città, tra Sprar, Cas e Cara, rispettano la loro quota, e realizzano il piano Anci-Viminale”, ha sottolineato.”Capisco che non è semplice, ma l’accoglienza va dirottata su quei territori che non fanno accoglienza, secondo quanto prevede l’accordo. Proprio alla luce di questa situazione la stessa Anci ha già chiesto più volte e ufficialmente, anche ai tempi del prefetto Gabrielli, di concentrarsi sui Comuni con zero presenze”.
“I sindaci – ha aggiunto Decaro – ci hanno messo la faccia e continuano a farlo, quando hanno deciso di sottoscrivere l’accordo per l’equa distribuzione dei migranti sul territorio.
Molti sindaci ogni giorno continuano a onorare quell’accordo e a impegnarsi nell’accoglienza. Ma c’è bisogno che si rispetti la
clausola di salvaguardia definita in quella sede. Ne va della convivenza civile. Se si ospita un numero eccessivo di migranti
in un territorio, non si favorisce l’accoglienza e tanto meno l’integrazione. Al contrario – ha ammonito da ultimo – si creano
le condizioni per l’intolleranza, anche in comunita’ che hanno dimostrato di saper essere accoglienti”.

Per Di Maio, “il vero problema è che i rimpatri non si fanno perchè l’accoglienza in Italia è un business”. Ce n’è anche per l’Ue, di cui Di Maio parla durante un incontro con i 27 ambasciatori europei chiedendo “subito un cambio di rotta”: “I Paesi europei devono sapere che l’Italia sarà nell’Ue nel momento in cui l’Unione europea sarà utile per gli italiani. Sul tema della migrazione questo è il momento più importante per rendere l’Unione utile agli italiani. L’Italia come paese deve fare la sua parte ma non può essere la sola a farla”, ribadisce.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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