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Canili di Roma all’attacco: su di noi falsità, mossa politica

Al centro della polemica l’interrogazione di Fassina (SI) e Pelonzi (PD) su mancate spese sanitarie.

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-06-26 26/06/2017 ore 9:24

Una polemica che il gestore dei canili di Muratella e Ponte Marconi definisce “ridicola”, nata – dice – dal sodalizio tra una parte dell’opposizione a Virginia Raggi e la vecchia gestione del canile.

Qualche settimana fa i consiglieri Stefano Fassina (Sinistra Italiana) e Giulio Pelonzi (Partito democratico) hanno presentato un’interrogazione comunale. Motivo: indagare se il Rifugio Agro Aversano – società che gestisce i due canili romani – si stesse occupando correttamente delle cure verso i suoi ospiti a quattro zampe. Al centro della questione, spiegano i consiglieri, alcune segnalazioni di episodi che racconterebbero omissioni, cure mancate o addirittura pagate dai volontari. Tutto questo, prosegue la nota, con ben 121.472 euro che il gestore riceve per curare gli animali.

Ma il gestore dei canili respinge l’attacco e racconta a Radiocolonna la propria versione dei fatti. Una narrazione che inizia da Lallo, uno dei cani al centro della polemica di Fassina e Pelonzi per il ricovero in una clinica privata a spese di volontari. “Lallo è entrato nel canile nel 2012, investito da un’auto e con la cassa toracica seriamente ferita, ma dal 2012 ad oggi nulla è stato fatto – spiega a Radiocolonna Gino Pellegrino, socio di Rifugio Agro Aversano – cosa ha fatto in passato la vecchia gestione di Simona Novi, visto che il cane è stato operato solo adesso?”. Pellegrino – che rivendica ora la presenza di un medico veterinario, che “prima non c’era” – chiarisce anche la polemica sul ricovero di Lallo. “I 300 euro della discordia sono soldi raccolti autonomamente dai volontari per un post-operatorio che non fosse al canile ma in una clinica – spiega –una scelta facoltativa su cui noi non c’entriamo niente”.

Il gestore tiene a precisare che il canile ha messo in atto opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non solo. “Per i primi 30 giorni la cura dei cani spetterebbe all’ASL che però non è attrezzata – continua – per questo li abbiamo presi in cura noi. Ma questo Fassina e Pelonzi non lo dicono”.

Pellegrino poi si sofferma su un episodio che, a suo dire, nasconderebbe una battaglia che dal mondo canino arriva a quello della politica romana e avrebbe un unico bersaglio: Virginia Raggi. “Mesi fa Fassina e De Petris (senatrice di Sinistra Italiana ndr) hanno visitato il canile di Muratella, si sono complimentati per la gestione e hanno chiesto gli atti delle tante adozioni fatte in 4 mesi: ben 400 – racconta il gestore – non avevamo nulla da nascondere ma gli abbiamo fatto presente che gli atti, di prassi, non li dà il canile ma il Dipartimento Ambiente”.

Alla fine di quella giornata, chiosa Pellegrino, noncurante delle nostre spiegazioni è arrivato un comunicato De Petris-Fassina in cui si denuncia un’opacità nella gestione del canile.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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