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Castel Romano, liquami invadono il campo nomadi

É emergenza ambientale. Calzetta (FI): Liquami invadono riserva Malafede. Schiuma (Ncs): campi Rom sono tutti da sgombrare

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di Redazione | 2017-08-25 25/08/2017 ore 19:14

Emergenza al campo nomadi di Castel Romano. Da ieri sono saltate le cisterne interrate per la depurazione. La denuncia arriva da Pasquale Calzetta vice coordinatore di Roma di Forza Italia:”Incredibile situazione al campo nomadi di Castel Romano – fa sapere – dove da ieri fuoriescono liquami che invadono l’area della riserva di Malafede. Passando nelle vicinanze si possono sentire olezzi maleodoranti. Mentre in Campidoglio si cambiano assessori con la velocità della luce – aggiunge – ancora nessun intervento da parte di Comune o Municipio, il territorio è fuori controllo”.

Colpa della mancanza di fognature e del blocco del depuratore, sequestrato a febbraio dalla procura nell’ambito di un’inchiesta che si allaccia a Mafia Capitale, perché il campo nomadi è collocato in parte su un terreno riconducibile a Salvatore Buzzi. Una situazione che rischia di divetare una “bomba ecologica” nel cuore della riserva naturale di Malafede.

“Dopo i roghi tossici che avvelenano l’aria non solo da via Salviati, ora anche l’inquinamento dei liquami di Castel Romano nella riserva naturale di Malafede. Basta, non se ne può più: in ogni campo nomadi trionfa l’illegalità: vanno sgomberati e chi infrange le leggi va rispedito al suo paese o sbattuto in galera”. Così dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, già vicepresidente del Consiglio comunale di Roma ed esponente di Noi con Salvini.

Già a febbraio, infatti, gli agenti della polizia locale avevano appurato, nel corso delle attività investigative, il non funzionamento dell’impianto di depurazione fognaria, nonostante il Comune spendesse 40.000 euro a trimestre, per le spese di manutenzione dell’impianto pagate a una ditta privata per un totale di 160.000 euro annui. Ora, scrive Il Messaggero, dopo il sequestro del depuratore, il dipartimento Politiche sociali, aveva organizzato l’invio giornaliero di due camioncisterne per raccogliere i liquami del campo: costo 5.000 euro al giorno. “Tutto inutile, perché i liquami prodotti – recitano alcune relazioni della polizia locale – sono di gran lunga superiori alla reale capacità delle camion: Risultato: la zona si sta riempiendo di liquami fognari, tanto che le due cisterne interrate che avrebbero dovuto contenere parte delle acque depurate, sono letteralmente saltate fuori, sospinte verso l’alto dalla pressione dei liquami e dei gas prodotti nel sottosuolo”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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