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Dietrofront, restano le monete da 1 e 2 centesimi

È’ arrivato l’altolà dell’Ue, l’unica che può decidere sulla loro circolazione e il governo è costretto a fare un passo indietro sull’emendamento

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di Redazione | 2017-08-28 28/08/2017 ore 10:33

Le stavamo già smerciando in modo da non averne proprio più, fra poco, quando sarebbero ufficialmente sparite. Così come aveva annunciato il Governo. Stiamo parlando delle monetine da 1 e 2 centesimi di euro che, secondo un emendamento governativo avrebbero dovuto essere soppresse, in Italia. E invece… è arrivato l’altolà dell’Ue, l’unica che può decidere sulla loro circolazione e il governo è costretto al dietrofront.

Pur smettendo di coniare le due monetine, nessun negoziante potrebbe rifiutarle. La Banca centrale europea l’ha scritto in due pareri spediti a Belgio e Finlandia che avevano già approvato norme simili a quella italiana.

La sospensione del conio delle monetine dal 1 gennaio 2018 è prevista dall’emendamento del Pd, che vede come primo firmatario Sergio Boccadutri, contenuto nella cosiddetta “manovrina”. Nella legge Finanziaria sarà, probabilmente, contenuta una nuova norma per fare marcia indietro, perché, a differenza di quanto annunciato nei mesi scorsi, l’Italia non smetterà di coniare le monete da uno e due centesimi. Non può.
Il potere di decidere o meno la circolazione legale di pezzi della moneta unica non è dei parlamenti nazionali, bensì del Consiglio europeo. Non si può impedire ad uno spagnolo o ad un tedesco di usare le monetine in Italia.

La commissione Finanze del Senato ha, inoltre, ipotizzato il rischio che lo stop alle monetine possa comportare un aumento dei prezzi, che colpirebbe soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Le monetine, infatti, avrebbero ancora corso legale ma si arrotonderà per eccesso o per difetto al multiplo di cinque centesimi più vicino.
Sospendere il conio di quelle monete, poi, non produrrebbe alcun risparmio, perché la Zecca sarebbe costretta ad aumentare la produzione per le monete da cinque centesimi, azzerando il risparmio di 23 milioni di euro relativo alla cancellazione delle monetine, previsto dall’emendamento.
Quindi, bentornate, monetine!

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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