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Bimba di 4 anni muore di malaria. I medici: “è un mistero”

Medici ed esperti cercano una possibile spiegazione. La famiglia, infatti, nelle scorse settimane non si era recata all’estero o in Paesi a rischio.

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di Redazione | 2017-09-5 5/09/2017 ore 14:36

Uccisa a quattro anni dalla malaria. La vittima è Sofia Zago, di Trento. E’ morta nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale di Brescia dove era stata trasferita d’urgenza.

Medici ed esperti cercano una possibile spiegazione. La famiglia, infatti, nelle scorse settimane non si era recata all’estero o in Paesi a rischio, ma erano stati in vacanza a Bibione, in Veneto. Ma l’attenzione è puntata anche su un ricovero che la bambina ha avuto in precedenza nel reparto di pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto, negli stessi giorni in cui erano ricoverati due ragazzini che avevano contratto la malaria in Africa.

“Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare”, ha detto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

“Dobbiamo accertare se c’è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo”, ha spiega la ministra. Lorenzin ha aggiunto che “prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto. Ed è il motivo per il quale invito tutti alla cautela nelle dichiarazioni, che ho già letto in alcune agenzie: prima di pronunciarsi, appena morta una bambina di quattro anni, cerchiamo di capire cosa è capitato”.

La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plasmodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore.

La piccola era stata ricoverata sabato scorso giunta da Trento, dove era già stata diagnosticata la malaria. Da lunedì aveva la febbre alta, con picchi fino a 40 gradi. Quando è arrivata in ospedale era cosciente ma poco dopo la situazione è precipitata. Sofia è entrata in coma. La diagnosi è arrivata velocissima e le terapie sono state somministrate subito. Poi la bimba è stata trasferita a Brescia, dove oltre alla Rianimazione pediatrica è presente un Istituto per le malattie tropicali. Purtroppo non c’è stato niente da fare. Sofia è morta nella notte tra domenica e lunedì.

La bimba prima di arrivare a Brescia era stata in ospedale a Portogruaro, poi a Trento, per un esordio di diabete infantile, ha spiegato il direttore generale dell’Apss (Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino), Paolo Bordon. E ha confermato che in uno dei giorni del ricovero della piccola a Trento erano presenti, “in un’altra stanza, due bambini con la malaria, che sono guariti”.

“In ospedale abbiamo messo delle apposite trappole ieri pomeriggio, che verranno rimosse oggi pomeriggio, mentre tutti i bambini ricoverati sono stati trasferiti ed è in corso la disinfestazione di tutto il reparto”, ha aggiunto Bordon. “Resta il fatto – ha sottolineato il direttore generale – che la piccola poi morta e i due malati di malaria erano in stanze diverse, le cure sono state effettuate tutte con materiale monouso e non ci sono state trasfusioni. La malaria non è trasmissibile da uomo a uomo e nessun altro paziente ha avuto dei sintomi riconducibili alla malaria”.

 

“E’ un caso criptico, rarissimo”, ha detto Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. “Criptico perché – ha spiegato l’esperto – questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c’è ed è ignota allora la modalità di trasmissione. So che la piccola non è stata all’estero. A questo punto, occorre attendere l’indagine epidemiologica”.

 

Anche la magistratura bresciana vuole saperne di più sull’accaduto e ha aperto un’indagine.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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